sed etiam. raccolta di poesie                                          

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  di Giuseppe Ambrosecchia  
  * gambrosecchia@tin.it  
  ......  
  Un viaggio nel tramonto  
  ......  
  Eccolo lì il mio tramonto a tinte calde;  
  il paesaggio d’autunno  
  somiglia ad un acquerello  
  a cui soltanto il cielo gli fa cornice;  
  in esso, pure le ombre posano i pennelli  
  e rendono all’occhio delle creature  
  l’approdo nella notte meno amaro;  
  la lentezza del tempo sembra  
  stretta da una mano incantata  
  che trasforma ogni palpito in magia  
  ora che sulle cose lo sguardo si posa  
  con il soffio vitale e puro del bambino.  
  ......  
  Riprenditi cuore prima che il buio  
  con la spola imprigioni i fili dell’ordito  
  che oblunghi dal cielo il sole  
  tende verso ogni creatura;  
  non v’è ragione che disperi  
  per l’imminente arrivo della sera  
  né motivo per cui l’allodola  
  non canti prima del tuo sonno.  
  Rumoreggiando nel suo letto  
  di ciottoli e lapilli all’occhio  
  riverbera scintille e, con l’acqua  
  infranta dalle crepe delle sponde,  
  spruzza l’arbusto che l’osserva  
  senza intimorire i fantasmi  
  che ormai da tempo mi assediano  
  quando l’oscurità si avvicina.  
  ......  
  Conosco i grigiori dell’inverno  
  e l’ombre che già si allungano  
  dal meriggio; la piena che straripa  
  col disgelo delle nevi dalle alture  
  e il pianto degli orfani nel dolore  
  hanno il bianco e nero dei colori  
  come i rami ed i crinali  
  attaccati ai tronchi ammutoliti  
  che nel freddo e nel silenzio  
  piangono le chiome che hanno perso.  
  ......  
  Ahi cielo, settembre dei miei anni,  
  se in cammino sulla tua via è l’età mia,  
  perché non fermi il sole all’orizzonte?  
  le foglie e il sole si perderanno presto  
  ed anche se il ghiro tornerà nella sua tana  
  e la rondine poi per lui suonerà la sveglia  
  più debole invece in me si fa certezza  
  ch’io mi desti nell’alba di primavera  
  giacché dall’orecchio senile  
  anche la campana diviene impercettibile  
  quando all’anima manca la gioia del canto  
  e smarrita è la speranza d’un ritorno.  
  ......  
  Oh larici midacei che tra i tanti  
  in somiglianza al sole di quest’ora  
  le vostre chiome più vi ravvicina,  
  perché per l’inverno alle porte  
  non legate al ramo le foglie d’oro  
  perché risplendano sull’amaro calice  
  che si porta alle bocche dei vinti  
  e rendano la luce rubata agli astri  
  a quanti di loro si addormenteranno  
  nel biancore freddo della neve?  
  Viaggiatore di carta con ambo i versi,  
  eccoti il mio tramonto a tinte calde  
  per il tuo andare ed in regalo  
  il mio pennello per il ritorno;  
  neanche la morte potrà cancellare  
  il colore da te lasciato sull’acquerello  
  né la gioia dagli occhi di chi lo guarda.  
  ......  
 

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