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di
Luigi Cardarelli |
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e-mail:
tarapoto12@libero.it |
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Dalla terrazza al terzo piano
dell'hotel Neptun, guardavo la fila di petroliere che
aspettavano di caricare nella raffineria di Puerto la Cruz, la
più grande del mondo. Ero lì da dieci giorni in quella città
proprio di fronte alla "Isla Margarita", un bel posto di giorno
ma pericoloso e noioso di notte. Dalla terrazza guardavo lo
splendido "paseo Colon", un viale di due km. proprio di fronte
agli imbarchi per le isole di fronte e per il parco "Mochima".
Il Venezuela è leggermente atipico, nel senso che non ha lo
stile di vita proprio dei latino-americani, somiglia più al
Messico ed al sud degli States. Stavo studiando un'avventura nel
centro della "pampa" venezuelana gli "llanos" o meglio ancora
nel profondo sud amazzonico; mi attirava la zona della "gran
sabana" il parco "canaima" con la famosa cascata del Salto
Angel. Ma quello che mi ispirava in modo particolare sarebbe
stato di navigare sul rio Orinoco e poi visitare quello che si
dice il più bel "tepuy" del mondo, una montagna bellissima,
isolata, con la cima piatta, ancora più bello di "Roraima", al
confine col Brasile. |
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Il nome di questo tepuy è il
"Cerro Autana" e presto diventerà uno dei siti più belli e
visitati al mondo, porta d'ingresso dell'amazzonia da nord e
montagna sacra di popoli indios. Mancavano due giorni a
capodanno, presi un taxi e mi avviai verso la città di Maturin,
capitale dello stato di Monagas, nella zona degli "llanos
orientali"; sulla strada piatta tante piante di mango e degli
strani cactus, non ho capito come vengano dei cactus in una
regione dove piove moltissimo sistematomi in un modesto albergo,
capii subito che ero lontano da un luogo avventuroso, poichè
Monagas è diventato il maggior produttore di petrolio di tutta
la federazione venezuelana, lo dimostravano i bellissimi centri
commerciali e le gigantesche "jeep Dodge". |
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La bella e simpatica Rosita, la
figlia della padrona dell'hotel, mi invitò nella sua splendida
casa per la notte di capodanno, promettendomi che mi avrebbe
presentato Francis, la sua favolosa cugina. Dopo un'ottima cena
con amiche simpatiche e di origine italiana e dopo un'ora buona
di botti, spari e tric-trac arrivò finalmente lei Francis, anche
leggermente contusa per un leggero incidente d'auto del giorno
prima. La ragazza di 1,75 non era bella, era fantastica; anche
lei di origine italiana e di colore chiaro, aveva la sensualità,
il fisico, le movenze di una sudamericana, ma la classe e lo
charme di una italiana o di una francese. Per giunta la "chica"
era anche simpatica e naturale, così dopo avermi dato il suo
telefono, i miei propositi di andare verso il sud amazzonico, si
ridimensionarono e di molto. |
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