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« Quando arriva la
conoscenza, arriva anche la memoria »
(Gustav Meyrink)
In neuroscienza e in psicologia, la memoria è la capacità del cervello
di conservare informazioni.
Le fasi principali nell'elaborazione della memoria sono:
La codifica: l'elaborazione delle informazioni ricevute.
L'immagazzinamento: la creazione di registrazioni permanenti delle
informazioni codificate.
Il richiamo: il recupero delle informazioni immagazzinate, in risposta a
qualche sollecitazione.
Si possono classificare i tipi di memoria in base ad almeno due criteri:
La persistenza del ricordo.
Il tipo di informazioni memorizzate.
Classificazione per durata
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Il più diffuso criterio di classificazione della memoria si basa sulla
durata della ritenzione del ricordo, e identifica tre tipi distinti di
memoria: la memoria sensoriale, la memoria a breve termine, e la memoria
a lungo termine.
La memoria sensoriale conserva le informazioni grezze appena percepite,
e, nella maggior parte dei casi, dura fino a pochissimi secondi. Alcune
delle informazioni contenute nella memoria sensoriale, possono passare,
opportunamente codificate, nella memoria a breve termine, che può
conservarle fino a pochi minuti. Alcune delle informazioni contenute
nella memoria a breve termine, possono passare nella memoria a lungo
termine, che può conservarle per giorni o tutta la vita.
Per esempio, se ascoltiamo un numero a caso di sette cifre in una lingua
a noi completamente incomprensibile, siamo in grado di ripeterlo solo
immediatamente dopo averlo ascoltato (memoria sensoriale). Se, invece,
il numero è pronunciato nella nostra lingua, i suoni vengono codificati
in simboli che è possibile ricordare per alcune decine di secondi
(memoria a breve termine). D'altra parte, conosciamo il nostro numero di
telefono perché l'abbiamo ripetuto numerose volte (memoria a lungo
termine).
La teoria prevalente sostiene che la memoria sensoriale e la memoria a
breve termine si realizzino tramite modifiche transitorie nella
comunicazione neuronale, mentre la memoria a lungo termine si realizzi
tramite modifiche più stabili nella struttura neuronale.
Alcuni psicologi sostengono che la classificazione della memoria in base
alla durata sia ingiustificata, e sia solo il risultato di diversi
livelli di attivazione all'interno di un unico magazzino.
Classificazione per tipo di informazione
La memoria a lungo termine può essere suddivisa in:
Memoria dichiarativa (o esplicita): riguarda le informazioni
comunicabili e che vengono richiamate consciamente.
Memoria procedurale (o implicita): riguarda le informazioni relative a
comportamenti automatici.
La memoria dichiarativa può essere ulteriormente suddivisa in memoria
episodica, che riguarda le informazioni specifiche a un contesto
particolare, come un momento e un luogo, e memoria semantica, che
riguarda idee e affermazioni indipendenti da uno specifico episodio. Per
fare degli esempi, il ricordo della trama di un romanzo o di un film
riguarda la memoria episodica, mentre ricordarsi il nome dei personaggi
dello stesso romanzo o film riguarda la memoria semantica. La memoria
autobiografica è un caso particolare della memoria episodica, che
riguarda episodi realmente avvenuti al soggetto stesso.
La memoria procedurale riguarda invece soprattutto le abilità motorie e
fonetiche, che vengono apprese con il semplice esercizio e utilizzate
inconsciamente.
Oggi possiamo dire che nei due tipi di memoria (dichiarativa o esplicita
e procedurale o implicita) sono implicate zone cerebrali diverse. Mentre
la memoria dichiarativa viene principalmente controllata dalla corteccia
cerebrale, in particolare quella temporale, nella memoria procedurale
sono implicate le strutture sottocorticali, in particolare in gangli
della base.
Fisiologia
Dati relativi ai circuiti neuronali interessati al trasferimento delle
informazioni nella memoria a lungo termine sono stati ottenuti
dall'esame di soggetti con Sindrome di Korsakoff (nell'alcoolismo
cronico). I pazienti con sindrome di Korsakoff conservano una buona
memoria per le esperienze precedenti all'insorgere della malattia, ma
hanno perso la capacità di trasferire le loro esperienze attuali nella
memoria a lungo termine. L'esame anatomico del cervello di questi
pazienti dimostra che le strutture centrali più lese sono:
Nucleo medio-dorsale del Talamo
Corpi mammillari
Ippocampo
L'ippocampo è la struttura indispensabile alla fissazione della traccia
di memoria. L'ippocampo non è la sede dell'immagazzinamento, ma
partecipa alla codificazione delle informazioni che lo raggiungono dalla
corteccia associativa cerebrale.
Nel sistema nervoso dei vertebrati i fenomeni elementari di
apprendimento più conosciuti sono la Long Term Potentiation o LTP e la
Long Term Depression o LTD. Nei neuroni dell'ippocampo una stimolazione
elettrica ad alta frequenza delle vie afferenti eccitatorie è capace di
determinare un forte aumento dell'ampiezza delle risposte successive che
si mantiene per ore o per giorni. Queste variazioni funzionali del
circuito sono attribuiti a modificazioni della trasmissione sinaptica.
In questi sinapsi eccitatorie il mediatore è il Glutammato.
Patologia
Questa sezione è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla.
Molto dell'odierna conoscenza sulla memoria è derivato dallo studio
clinico dei disturbi della memoria.
La perdita di memoria è chiamata amnesia. Ci sono molti tipi di amnesia;
studiando le loro diverse forme e osservando i difetti organici che
appaiono nei singoli sottosistemi del cervello, si può ipotizzare la
funzione di tali sottosistemi in un cervello normale.
L'amnesia può essere anterograda (quando non è più possibile apprendere
e ricordare eventi dopo l'evento lesivo) o retrograda (quando vengono
cancellate memorie relative ad anni precedenti rispetto alla data della
lesione).
L'amnesia anterograda, però, non preclude completamente la capacità di
chi né è colpito di apprendere, infatti alcuni tipi di appredimento
(spaziale, riconoscimento, stimolo-risposta) sono comunque conservati ed
il vero danno avviene a livello della memoria dichiarativa o esplicita.
L'amnesia anterograda è spesso associata ad amnesia retrograda.
Tra i disturbi della memoria annoveriamo:
La paramnesia, cioè la falsificazione della memoria attraverso una
distorsione del ricordo.
L'ipermnesia, che è un'esagerata ritenzione mnestica.
L'immagine eidetica, cioè un ricordo visivo vissuto talmente vividamente
da sembrare un'allucinazione.
Il ricordo paravento, cioè un ricordo che a livello conscio è
tollerabile ma che nasconde, inconsciamente, un evento traumatico.
La rimozione, cioè la dimenticanza inconsapevole di eventi considerati
inaccettabili.
La letologia, che è la temporanea incapacità di ricordare un nome
proprio o di un oggetto.
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