La qualità del Sole.

 

 

monogramma (31/03/2010) 

 

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Classico. C’è un mondo di persone che non capirà oggi, l’argomento è chiuso, il mondo pulsa, o, il tuo palpito, e, i tuoi battiti. Il retro progresso … e tu cosa vorresti fare?
Oggi tu le persone non le capirai. Il resto della realtà … sai è difficile, bisogna fare un discorso.
Il reale delle tue realtà è del suo complesso esistere, per quadrifonia della sua bellezza.
Il futuro che è un’incognita?
E’ con chi ha parlato chissà, cosa voleva, sei riuscito a venirne fuori.
Bisogna sempre fare un discorso e divertiti, tediati, tanto sulla nostra amata nazione.
La qualità della vita, della tua resistenza, “quello” che riesci a essere e quello che sei, cosa rappresenta la tua espressione.
Dove sei andato a finire, un consiglio “dici sempre tutto a tutti!”.
Non funziona quell’affare che ti ha portato ed ha già perso.
Sono come una rivoluzione, la vita, un continuo movimento, un viaggio, dove tu sei presente, e, dove sei andato a finire? Sarebbero due ore dopo che l’hai visto, e le cose, che non hai fatto più le realtà oggettive che hai creato, più le cose che ti hanno fatto fare o le persone importanti.
Qui si paga!
Tutte le intemperie del mondo, niente forse non gli funziona … ti denunciano se non funziona, a loro perché tu hai dato, a loro il tuo sistema perché procede, il tuo cioè ti menano.
Il tuo ragazzo, tuo marito è il male, vede che stato di chiusura senza la mia Ferrari. Etc.
Le tue possibilità sono vietate, o le tue, e il Bene che muore come un incendio della grande foresta Amazzonica, sei appena entrato in una fantasia, in un sogno, dicono lui il Male. Dice qui riportami il Bene.
E’ la storia, ed è la tua “disfunzione organica”, il tuo ambito vitale.
La tua “disfunzione organica” quando si parlerà di questo. Vedi sono eretici i tuoi amici, ma, non mi avevano creduto, non mi potevano visto che sei un ragazzo/a, e, neanche chi ero io, ma le cose che sono io, che ero, le cose che ti dico si ripetono nel futuro, e, sono il futuro.
Ci sentiamo nel prossimo futuro, ma intanto, guardati un po’ la faccia. Un po’ di faccia che la terra deve essere distante dalla faccia … per fare l’impiccione che strani i consigli del tuo amico. E’ un trapassato morto ma è la tua vita, di un passato remoto, cioè più di cinque anni fa, poi se smetti di scherzare, ti parlo più seriamente, cara o caro.
Non un trans biologico, un confetto per le cerimonie.
Qui puoi dire tutto, lì no. Adesso trova le chiavi di casa umana.
E’ la storia che ritorna, perché è stata costruita, per restare oggi, ed è la tua storia che ritorna, con calma ti posso colorare la vita, ed ero l’altro giorno quello che volevano dire che erano loro ed era morto, è sarò io più in la domani, o l’anno prossimo, perché non mi hanno trovato e più che altro non mi hanno chiamato. Mah! Sarà un ladro d’idee, di personalità, e forse avrà guai con la legge, ma la gente lo cerca, per “cremare” a lui, il tuo, quello finto, vero, non io perché di questi tempi è presente dire, tutte le parole per comprare la tua idea, verso il tuo prossimo.
E’ ancora viva lei, colpito dal Sole e dall’età.
Chissà chi deve venire? Parlo io o esprimi tu, falsato, mentito e tradito in quantità e di qualità.
Il tuo migliore amico, il tuo primo traditore e ti sei perso?
E’ l’aria o e il tempo, ma chi vuoi che ti parli, le otto di mattina di domenica.
Ognuno avrà una dottrina di clero!
I tuoi problemi sono parassiti del tuo oggi, si butta verso il tuo lunedì, vede mercoledì e venerdì. Chissà perché non parli dopo di tutto, forse ti vogliono convincere a uccidere psicologicamente Bill Gates.
Una grande colazione, e dopo di tutto tu sei, solo tu, ed io, solo io … o lei.
E ogni piccolo essere, a tutte, le qualità della vita.
Assente di Stato.
Chi? E l’aria o il gas di un campo di concentramento.
Beh! Buona giornata giacché sei in Italia.
Sul fondo del tuo bicchiere, cadi sull’orlo del precipizio della tua esistenza.
L’attacco persiste, dove le persone non se né … sono andata o tu, che stai guardando, il vuoto, e non parli, perché ti sembra un discorso, già fatto o non conforme al canone, ti sei perso?
Che cosa vuoi trovare in queste persone che dormono?
I tuoi consigli e le tue denuncie hanno un altro pensiero, comune è il tuo comune.
Il silenzio a volte rovina, perché non ti recita, e che ti manca il libro con le istruzioni del tuo tempo odierno … siamo continuamente offesi e malmenati è c’è sempre bisogno di Beneinst.it (per fare pubblicità).
Vuoi, dove, dove lo vuoi trovare, vai … che non è nell’altra stanza, o, è lì da te nella tua altra stanza, e vero che siamo pezzi unici ma chissà!
L’informazione che è importante, la tua cultura principale, e l’aria serena, di chi ha comportamento delle altre persone vive e morte. Le opere più dei fatti sempre, se hai qualcosa da fare oggi, tu che sei vivo, o mondo perverso, come una natura morta, o una pianta con pochi germogli ai rami. La tua realtà è sempre presente, che ti trova, dove ti sei andato, a collocare all’orario, anche se tu non sei me. Vedi quel lontano mondo? Sei ignorante? Così comincia la tua rivoluzione? Ma chi saranno tutti questi macellai? Portate i ferri del mestiere a chi è del mestiere! “io”.
Perché lui non c’è, li ha i suoi ferri? Ma, beh!
Forse le persone passano oltre.
Oltre è un negozio della mia mamma.
E’ un po’ complicato trovare la propria persona in un mare grande quando il mondo dichiari la verità tu che hai vissuto nella tua Nazione, la settimana che è finita oggi.
Con quel libro, che ti manca, che provo io a scriverti, che sono la persona.
Tu oggi vuoi farti la tua pubblicità!
Troppo pochi i tuoi soldi, i tuoi sogni, il segno del fascismo, sul tuo cielo a te domani, mannaggia ai guai.
La pausa.
Ancora quella famosa spina di pesce nella bocca? Io la ripetizione di una radio, un pesce palla!
E’ stata colpa tua di quello che sta succedendo oggi!
Moriremo tutti, trovalo, anche se hai il nome, trovalo chissà forse e lì vicino a te!
Io so il suo nome tu la sua storia, ora se va via che qui a casa mia non è adatto, non hai capito non si adegua. Lo vedi lo dice, quello alla radio, che, non capito nemmeno lui che caspita se frega, perché sono io quello sulla sua statua?!?
Io sono così sconosciuto. Ecco. È lo stesso il Bene.
Mi trovo in un indirizzo che poi è la strada, per tutta la storia di tutti e dei posteri, morte libera.
Hai la legge, il tuo portafoglio ed è il male, vuole troppo, segna vuole “troppo”, un giorno crescerai e forse morirai, quanto era grave.
Era ed è così! Quello che era, è quello che è non sparisce se in caso muore alla sua età di nascita, facciamo piano le cose che sono, saranno state domani oggi quelle sono per sempre.
Tu eri e non sarai mai quello che volevi essere dieci minuti fa.
Prego passeggiare.
Oggi è il giorno delle torte, amabile tema e buon appetito.
Hai ancora fame e sono le dieci di mattina.
Sei come le cose soddisfano gli italiani e i nazionali.
I giapponesi e i tedeschi,
come i torroni della festa di S. Giuseppe.
Il lunedì è sacro come le tue mutande.
Offesi di dietro? Persistenti all’aria? Da oggi non si muove più una foglia?
E così che proseguirà domani dopo di quello che è successo la settimana scorsa, dormi in un sonno di vomito, nessuno lo dice, vedi, ehm, guarda come com’era severo il bene che significa, quanto era utile domani, il bene è ora cosa farai senza il tuo Nobel.
C’è folla oggi alla mensa?
Il giorno ha preso un’altra forma si colorato di nuovo, sarà quasi le dieci di mattina è il tuo prezzo prende gusto, brandisce forma, il tuo prezzo che deve essere sempre basso per il tuo “io” che non ti deve venire rispettato. Il taglio è la tua bestemmia, ti porti non resterai, perché non sei, e forse ci sei, senza il tuo “cosa”. Si chiama uscire davanti al motore accesso dell’aereo, ecco.
Rispetta la tua pausa.
Che cosa sarà successo in realtà e in verità fuori casa tua, o mia, se Dio lo permette è dentro.
Sono inferiori a me i tuoi idoli?
Esiste davvero quello che diceva quello stronzo, menomato del tuo amico!
L’altro mondo? E dove vivi se non nel mondo diceva quello che è passato che non sono io.
… come … ma dove vai è, dove vai.
Ricorda la pausa, ciao.
Chissà chi vuole parlare oggi?
Parla la denuncia!
Dove lo vuoi messo il tuo comune!
Piano che non è finita fino a quando non muori veramente. Il motore è da rifare! Oggi di domenica per lunedì il 2010. Quale di quale macchina? Dimmi chi canta! Io canto.
Fermati … ecco è passato. Vedi ora va meglio.
Venti milioni di euro.
Fermati, se ne andato, no, è che, i tuoi amici mangiano paglia, ecco dopo usciamo e te li faccio vedere.
Il mondo e le parole sono impegni come i pegni della tua giornata di oggi.
Guarda se libero quel cesso lì in fondo, buona giornata essere umano vivo “oggi”.
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