Splendido, giocoso pavimento.

 

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lettera (01/02/2010) 

 

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Oggi è domenica … forse, lo sai, il tuo problema principale. Gli altri che fine ti avranno fatto, l’orrore, la puzza della spazzatura, i guai di chi?
osceno rimase il male quando vide il bene.
Il bene è oggi a quest’ora.
Il bene è il tuo lui dice il male, rifacciamo della parola, ripeti che ti senti stordita, male.
La soluzione che era l’inizio della giornata che non si poteva fare, perché, impossibile e oggi come ti svegli.
Le tue modifiche migliori.
Che cosa sarà successo l’altro anno.
Lo Stato dov’è. Io Gerardo sono il tuo stato, nella fattispecie il tuo scrittore quello preferito l’altro non ero proprio io, io non sono, e, non ho i problemi che ha lui adesso. Non è un problema è essere tu, ed io invece, io, come avere un documento di riconoscimento, ma, io non sono il tuo cantante preferito. Qui funziona il tuo sogno anche la settimana prossima anche se lui è bravo come il tuo ingegnere, ma non ha “lo Stato di Oggi”.
“Il tuo sogno dov’è” va a uscire in questo zozzo mondo? Che fantasie sei o se voglia in modo migliore “estirpazione”, desideri un futuro!
Sei sparita/o cosa è successo oggi come mai? Come non si può dire due volte “Come”.
Chi si è alzato stamattina? Che cosa sono gli affari dello Stato, perché doveva andare via proprio quello ecc. e i tuoi amici e la tua vita. Affari grandi che nessun tratta, guardano la tua gente, e le persone a te vicine, cosa hai sbagliato e tu che ne sai tanto è grande il tuo mondo, i soldi e l’oro sono i tuoi errori. Non dividere la tua testa a metà in due parti, poi, chiama, vuoi il mio numero, che dice quello? Ciao.
Vedi come tagliante quel coltello a serra manico, noi non ci conosciamo!
Il bene oggi è tutto e tu dovresti essere io. La parola, dilla quella parola “frocio”… è l’altro!
Ti fermata/o perché piangi il tuo dolore che poi è uno dei beni che oggi non dovresti avere. Sai il bene è anche la tua corporazione per intero non tutte quelle cose e/o amici, per l’intero corpo e mente sono il bene … sì, si parla tanto nessuno ti sente, anche lui un Bene.
O Stato chi è il tuo stato.
Tanto per dire uno qui sono cento cinquanta.
Il tipico errore di appartamento.
Il tuo idolo … taglia tra l’altro perché se vieni da qui, è come dice lui, anche se vieni da qui perché nessuno ti dice le cose in faccia più che altro quelle cose, volevi e non l’hai avuto! Anche, qui non è lì e come non c’è lì trovati, a mezzogiorno a tavola dopo vedi che se non ci sono qui, non c’è.
Il vuoto è il trascinatore? Ma con chi parla quello ha “con te”. Cose passate, cose di niente dicono su al nord, ma tu sei una cola pasta, e, il bene cioè la tua gente non è il bene, tutto bene ok a presto.
Dimmi di che taglio/a sei fatto/a.
Sforzati ancora di fare uscire quella cosa che assomiglia a una pallina, quindi non sei nel bene, ma comunque si vive, comunque si “vive”, non sostiene. Dire per non dire, hai sbagliato e chi, perché non hai denunciato il male, vedi quanti problemi di dosso.
Oggi cosa vivi, ehm, vive, cosa sono tutte queste cose, cosa è meglio per te, e tu, non ci sei quanto è bello tutto questo. Quante splendide cose e tu sei li. Peccato, chiama se vuoi, forse per dispetto ti chiamo io.
E’ quale Bene? continua a camminare.
Buona giornata, vuoi un caffè, lì c’è il Bar, capisci Bar, il Bar.
Qui è tutto male, dopo un colpo di pistola.

*Tu, tu, suona il telefono, te fossi ammattate.*
Ancora, ancora, i tuoi lui, bruciano, dai tempi corrono, le tue lei, s’incendiano, il mondo brucia, chissà dove avrà trovato tutto questo fuoco la tua vita. Usare l’acqua per i tuoi costumi non si addice, queste camere sono stanze bilocali, queste camere sono tombe in casa, e di cosa hai paura, del futuro, non sei mai stata nel futuro. Tuo.
Vivere una vacanza se sei libero/a e come vivere nel futuro.
Senti, “Ha perso”, tu qui io lì o il contrario, chi ha perso?
Nel nulla, nessuna risposta, il segreto del mondo che continua nel male è il silenzio, se vuoi spiegazioni chiamami. Dopo più tardi, come a pasqua, o l’estate prossima, se è così che continua, nessuno parla, nessun bene. Ps. “Nessun Dorma”.
Quante spiegazioni vuoi oggi: lui che è un altro/a, non ha capito quante ne vorrai domani, perché si pensa che abbia perso la pazienza, e non vuoi più, non ha capito il volere parte dallo stomaco, dice Carmelo Bene, ma, era anche lui parlato male, parte dall’addome, come un quadrato è collegato al cervello che passa l’informazione, per creare un altro domani, sempre vivo. Quando guardi i tabelloni della pubblicità e ci credi, come la luce del Sole realizzerà a un nuovo giorno compresa la fame ecc.
Questa Italia si auto denuncia, dice, meglio si denuncia da sola, vivendo e soffrendo, o di gloria e pace, invece che di Blu, non mi avranno capito dieci anni orsono, e già a fatica con molti sforzi all’addome e allo stomaco riuscirai a dichiarare la verità, ragazzo italiano che sei stato preso per fare “Il Bene”. Guarda cara … il tuo amico gocciola.
Forse è scappato, caro illustre collega, collaboratore dello Stato.
Domani prenderanno un altro per fare il Bene, io vado a lavorare, e, il mondo nel Bene, forse i nostri ex amici avranno dentifricio in quantità.
Dopo molti passaggi di tempo si arriverà a casa mia, la pubblicità, ancora provano, guarda le persone che creano il Bene, blasfemi atto e azione, parlare, parlate con la bocca, e, come non siete interessati, nella tomba nella vita.
La tua politica principale, e guarda queste persone, più che altro sono da cremare.
La tua non politica se è tua, la scienza del governo è come la legge dice il Bene, che sono io, sai di questi tempi, si sbagliano tanto, per tanto davvero.
La legge: qui puoi dire quello che vuoi, tu non sai nemmeno dove.
Chi parla?!
Problemi a ventaglio, preoccupazioni a scoperta, perché sei infetto, sei infetto parla, niente, vedi oggi come sbalordisce il Male.
Eh! Quante cose non hai costruito l’anno scorso, mentre facevi le altre cose. Devi fare un po’ di più tu. Ciao.
*Fin.*

E tu che ti credevi che non ci fossero altre cose da fare oggi.

Ricordi del tuo passato, trapassa meglio, lasca andare tutte quelle ipnosi negative con tutte quelle cose che non sono tue.
Fai ciao, ciao con la manina, anche a mister denuncia capo e figlio. “Se” hai incognite, arriva dopo che entri in una colpa. Poi, lo vedi il tuo amico calabrese, tipico è come un fico … di Cola volpe Belmonte M.(CS). La riconoscenza, dì, duemila e quattro. Il suo odore particolare. Up, sopra, ecco il nord ora lo vedi, il suo colore particolare, ma pensa al futuro che non si capisce il Bene, non è di lui o lei o lui, che, si credeva non mangiassimo creme, come lo zabaglione, o la zuppa inglese, che, poi è buonissima.
Deve continuare un altro oggetto che non sono io, forse tu e anche un altro, poi ancora quelli su quel lato della cristalliera, ecco ciao, dove alzarmi che gli obblighi, sono ancora molti fuori della mia stanza, è già una macelleria, merceria, cosa sarà successo a tutte le persone del mondo.
Vuoi uscire a dare un’occhiata, come continua, come va, va.
E’ la legge che governa la tua assenza, solo una cosa di quelle cose che dovrebbero essere male più tardi, così per dirti di chi denuncia perché non posso parlarti e dirti qual è il tuo taglio preferito, i lavori pessimi e vergognosi del male.
Sei tu che andrai avanti, la pressione, oddio.
La ginnastica giornaliera. O lode dei ragazzi che si sono distratti e hanno già superato il male. Che cosa il male. Che cos’era questa parola il male.
L’eco fuori di casa delle cose che non sono tue che volevano la libertà di andare e qualcuno dice che gli da un fastidio che si ricorda già di quelle occasioni che “offendono il gusto”. Go. Go. Go. La tua adrenalina preferita, niente la voce oscura (fermati che muori).
Le persone che non parlano, brutto negro è così sottile quello che ti serve!
E’ sottile quello che ti serve?!
E sono le tue abitudini le tue forse oscure, anche se adesso fuggi, scappi nei sensi più strani da sopra l’orecchio da una mano dal petto o da una gamba o con tutte e due le gambe perché non ti ha capito.
Avanti non guarda avanti lo vedi che è dietro perché è in carcere ma non piangere.
Avanti c’è solo chi e cosa si dice AVANTI, come per tutte le cose che un nome e sono quelle perché le riconosci. Salta, lascia il buco che trovi e vai per il prossimo. La soluzione per la tua piccola vita, poi sarà aperta a molte soluzioni, è una come la strada che ti porta dove vuoi. Non è vero che con una sola soluzione si arriva a “casa”, YA, ma qui siamo tutti pazzi per la nostra società. Poi sono loro noi e noi altri. Vedi quante difficoltà a scrivere, e parlare, e che, loro non articolano parole, affogati nel caffè che hanno preso magari anche assieme a te, ma che c’entra, era fuori, il problema.
Perché i problemi sono il passato e oggi. Quello che ti trovi, vero. O le offese che mi sembrano un immobile, come il campo santo di Cosenza, ferito.
Oggi … ridi, di nuovo oggi, fine del discorso. Perché. Ridi.
Tu ripeti il tuo prodotto, noi di fuori, tu ripeti, non parla. E’ tutto reale quello che è realmente, così è prodotto per andare da tutte le parti. Quante cose inutili e perdite di tempo, il male e/o il bene, non credi che infondo siamo noi i più grandi assassini di noi stessi. W il Sole.
Due parole: sul tuo amico “vuoto” gonfiato d’aria. Prego. Buon pomeriggio.
Il Sole se né già andato, tutta la noia di oggi, per dire una parola, come una congiunzione, di quello che è tuo, quello che è inutile, quanto era bello il giorno di oggi … chi te l’ha rovinato?!?! o che cosa? che cosa ti sarà successo mai. Chi è l’intruso, qual è la tua nazionalità? e in fondo qualcosa ti rode, sì il male, prego.
In breve è tutta la vita che si spegne quando vado a dormire.
Forse per te.
Le parole che mi mancano, il problema che quello che dovevo, fare io oggi, non lo poteva fare nessuno.
I problemi di ieri che arriveranno domani, quelli dell’altro anno, raggiungeranno domani o dopo domani!
Quello che tu non sai di me. Tutte mancanze statali ma non andare a casa di nessuno perché “nessuno” risolve questi tuoi problemi, ecco così ero io chissà quando?
Io ero io ora non ci sono altri “me” a svolgerti il problema, G.
Se vuoi, si continua verso sotto il rigo successivo. Di quello che ti pare, spara sparo.
Il tuo continuo defluire in vita e in terra, o, il tuo principale quesito dell’anno, dato che non ha ancora in mano le chiavi di una Ferrari, dato che ancora non hanno, e di più non si sa nemmeno con chi parli, nei giorni nostri.
Dopo di tutto e tutta la tua città, provincia, paese di oggi, ricordi oggi cosa era potuto succedere.
“Guardalo che ancora ride” è un tema.
-Problemi- i problemi sono problemi dello Stato.
Buona sera.
Ricordi.
E’ passato un bel po’ di tempo. Saranno questioni nostre?
Il tempo che si ferma, il tempo non è tuo, vedi le tue rovine o la finestra do casa mia.
E dimmi, non dire niente, vuole parlare lui, ancora tempo da perdere, da trascorrere, chi ti vuole ti ruba, dipende da chi è quel tipo / a. A. Allora, non hai le tue finestre aperte.
La lobotomia è chi sei tu veramente.
Il tuo bene non è vero. Il bene è il bene chi non è vero è solo il male perché non è il bene e sono circa il dieci per cento del tuo comune. Quanto è in basso il tuo comune poi, te lo farà sapere beh! Il titolo più basso anche se è pochissimo risaputo. Proprio quelli che ti dicono, che sei tu sono mali, cioè tra l’altro altri abitanti del tuo comune. Il bene invece, la tua bassezza, la tua vita è originale, nella tua verità retrospettiva personale.
Vedrai quante cose si è costretti sapere per vivere in modo “concreto” domani perché dove vivrai, indietro dalla tua posizione presente, sei costretto a spiegarti, la tua posizione anche da solo e non solo.
Quante persone ci sono in questo posto. Qu … vedi è somigliante all’inutile continuare da solo o deriso.
I miei quesiti erano è saranno, legge, problemi del bene cioè di tutti, come me passato, tutti li vedrai avranno i miei stessi problemi ma forse il ragazzo non ci sente “problemi” non patate come dice il tedesco o frutta o case e colori.
Zzz … zzz … zZz. Mi sempre piaciuto scrivere la frase precedente. O in basso, prego è sera viaggia pure verso il basso. Notte.
L’energia finirà … com’è lontano il pensiero del parlarti davvero.
Quanti incidenti hai, perché non hai finito!
Cosa voleva lui il possente, il ratto come si suole.
Vedi il tuo problema … alcuni ti accusano perché dici “del tuo” è un’assenza pesante o pensante.

Dimmi quello che vuoi, senza offesa, senza offese.
a presto, Gerardo.
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(CC) beneinst.it  di Gerardo D'Orrico.