noi non siamo quelle persone.

 

 

diario estate 2009 (31/08/2009) 

 

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Noi non siamo quelle persone … hai altre cose da dire che tu non parli, ma lui viene da tuo scotch, non usato guarda anche oggi, o stasera, è un altro giorno che si collega a tutti i giorni passati della tua vita, così, per far crescere oggi, cosa succede?
L’economia e il lavoro e tu non parli e dici assolutamente niente.
Ecco: noi non siamo quelle persone.
Alla fine che così comincia noi, siamo, solo noi stessi.
Prosa o poesia.
Ancora ti sorge quel dubbio, certamente caro, è un errore, ma, un mare d’inesattezze quell’odeo fatto. La strada lì termina, come non sai con chi stai parlando e come ti ho detto in passato chiamati un avvocato.
La vita non è un fiore che finisce alle dieci di mattina, o dopo due, continua sempre e come ben pensa, è già tutto risolto quel grave problema, dalla legge che è “mai stata utilizzata”.
Mai stata, mai utilizzata ecc.
Se mai tu sapessi quando è profondo quel buco, ma, nell’anno in cui viviamo, anche se ti avverto ancora pieno di perplessità, cioè sono i mali come il tuo ragazzo. in cinque minuti si spiega.
Pace nella tua morte in vita, quello che è vietato pensare, che sia quello che volevi dire. Dubbi e molti lavori da fare, paure … quanti soldi hai nel tuo conto in banca … credimi non c’è proprio nessuno anche che scrive, bisogna fare da se.
Il tuo gallo preferito, dove sono i tuoi soldi.
San Valentino, ognuno è quello che tu vuoi però se lo guardi bene, è strano è diversa scusa la mia età giovanile erano tempi di cambiamenti.
Meglio cantare la mattina, per quelle altre cose che ti portano via, dove non puoi essere stata perché eri impegnata con il tuo bidone del gas, a casa perché i tempi sono migliorati dopo il duemila.
Per tuo meglio ardire sapere il bene occorre solo se lo segua con continuità senza dubbi il solo giorno in cui, sei vissuto e hai visto Dio, o io. Zitti che le persone non sanno, o dormono.
Intanto io sono qui e tu di distanza, sei lì che il mondo fosse ancora li. La luce che cos’è.
Se tu sapessi per il sapere cosa s’intende è una buona soluzione tanto da una parte di tutti quei problemi-ni è sono passati altri tre quarti d’ora e ancora non parla, d’altro canto sono affari suoi. Addio per il momento. Vita d’altri vissuta da noi per la meglio il cervelletto sostituito quando il cervello è rimasto, ma sei in fondo a un pozzo posto non ideale per te …
Ancora oggi è sul pomeriggio quanta forza per arrivare alla sera, ed è da delle pare diversa e più grande di me quest’oblio della vita dove non si è capito perché tutto ciò cioè tutto ciò non credi che ancora tutto ciò non si risolva, d’altro canto si resta senza motivi spesso se non si consce il perché con precisione delle cose, o, come diceva quello si deve essere inghiottiti senza sapere nemmeno di essere, un taglio per terra che ti divide che ci separa per un lunghissimo tempo per dimenticarci. La soluzione è lasciarlo, pieno di parassiti. Non sono ammessi di questi errori che ti travolgono, e non è vero che così è la vita dopo quando realizzerai, non esiste questo quesito che si è risolto purtroppo dove vivi, è veramente poco il numero di persone che insomma i mali li sai evitare per sempre e chi mai ti dice, quello che A. Quello che sei già somiglia a una fotografia.
Domani sarà già ieri. Ieri cosa è successo per la fine delle cose importanti, cosa ti sembra giusto, dove finisce la tua morale, la tua persona, tu o tua sarà precluso dirlo o cose che nemmeno sottovoce che fa paura o schifo dire. Sarà meglio dire che oggi siamo in vacanza che le colpe dell’anno passato … hai qualcosa da dire? Ridere le emozioni, equilibrio, fascisti e morte dai che il peggio deve ancora arrivare. Chi sarà mai?
La semplicità nelle cose, la luce che fa brillare da sole le cose. Senza suggeritori si vive meglio. Quello che ti resta veramente della tua passata gnoseologia di vita sia tua sia di altri, chi noi in realtà figuriamo. Il silenzio nelle parole del tuo prossimo. Stavano discutendo del tuo taglio esistenziale. Il prezzo dei tuoi sogni. La libertà affettata. Un buon giorno. Il resto di noi che prosegue in altre persone.
Chi parla, chi e nessuno tace, da dove si comincia, com’è strana la luce del Sole, quant’è bel o Sole e Napoli, facessero errore di persona, quell’eroina che gira sottobanco e poi ti fanno da restare soli. Non c’è problema collega l’interruttore e parla che non hai fatto niente.
All’inizio basta anche un simbolo non neo-fascista. No fascismo.
La realtà relativa non può dire quello che non puoi enunciare, fare, baciare, chi davvero stai parlando, le parolacce sono un gioco da bambini, ma sempre chiuso nel male. Zitto non si può parlare ne realizzare nei giorni nostri e cose che sono tue e per gli altri buoni, esso poi si collega ai pensieri naturali per restare più di cinque minuti, quello che forse ora tu pensi e che riflettevi che l’avessero già fatto o forse, quello, quel puntino che vedi di negativo davanti, che dovresti essere tu che hai commesso un errore un meno il cielo di nulla già sentita colpa del male, che non ci fa crescere per restare fermi per il sorriso degli altri. Disgrazia dantesca, ti pota dove al cuore dispiace, ed è lì la tua finestra senza oblio, perché continua tu che io mi sono stancata. Tutto è già successo, tutto è compiuto. La tua vita dov’è? Dentro e fuori quel fatto, che è il bene e il male, e nelle strutture che abbiamo nel presente, presenti e funzionanti infine c’è la libertà che il tuo governo ti da. Dove è finito dove ti sei o mi sono perso, chi è andato via, ed è quello che adesso sta succedendo.
Che cosa vuoi cercare nel vuoto! Ciao, è già finito tutto? quello che cerchi sono dopo l’universale. Hai bisogno di una protezione? Segui la freccia à
Già è vero c’è sempre troppa gente, fine della telefonata.
Tu hai quello, che ti puoi permettere, perché non fa parte di te, tutte le cose che sono tue fanno parte di te, in questo posto, che è immondo frutto di segreti mai svelati tumulato di persone, che dormono da svegli di problemi non risolti da una realtà parallela, che nessuno ti dice, apertamente, sai quella, “hai già finito” solo per pochi è questo posto in assenza di legge con la morte e il carcere, che ti porti addosso solo per gioco, o per amore, o altro. Chiama la legge stasera! E uguale per tutto il mondo e il mondo non ti rendi di quanta infinita miseria c’è attorno a te. Sono tutti duplicati di me e falsità colpe di reati, e tanfo di “morte”.
Il mondo è davvero cambiato in tutte le parti, e noi un po’ qui un po’ lì nel nostro silenzio dovremmo restare nel male, cioè con falsi e fotocopie, come da qualche tempo ti dico sono tutto completamente funzionante ma nessuno lo utilizza il mondo che, anche se grande è solo uno se vedi anche in America, stasera si va a rivolgere alla legge.
E’ stato solo un brutto incubo anche lui.
Attenta agli accidenti. In fondo c’è il mare, non si sa mai.
Un giorno d’estate sotto attacco al mare: chi ha finito la vita. Il lavoro è sempre tanto, guarda quante persone, quanti bisogni ed esigenze, i sogni di grandi e piccoli. Tu hai intenzione di parlare oggi, o è già finita oggi, cara gola tagliata, carissimo ignoto la perdita dei sensi, e lo scherno tipico calabrese, o diffuso nella nazione, o Europa noi siamo abitanti del mondo in fondo, e i problemi bisogna dirceli anche quelli, vieni da un banco di silenzio, aspetta cinque minuti, e guarda il futuro, e quello che vuoi ma non la mia ragazza in modo da non disturbare. Oggi la gente si occupa proprio del disturbo nelle sue varie forme.
La pace e la vacanza, il viaggio quello che volevi dire e non hai potuto. Il male chi ti ha parlato dov’è scritto che cosa ricomincia, chi ricomincia, chi vuole.
Chi ha parlato! Vede lei che in qualche modo ha memoria …
Due fiori per il tuo interesse. Fan o star.
Vuoi sapere troppe cose vedrai, che la società partirà in posto più in basso del tuo oggi perché oggi non verbo, capita cos’è oggi.
Sogno ribelle che invece è lo stato, la forma di una vita studiata per non soccombere dove invece vivi con altri che uccidono le persone di “fuori” che invece sono vivi e veri perché tu il falso. Le forme e i colori, per dire che siamo noi i colori più giusti, per noi, per non perdere la coscienza di essere oggi chi siamo noi, e veramente da non perdere il tuo amico. Quale carcere vivo quale stato di sopruso non c’è connessione tra tutti voi, per parlare con un orecchio, e le palate che aggiustano, in un tubo uniforme troppi uniformi, e poche uniformi di stato o la linea della vita.
Ascolta il passato e la vita degli altri, già vissuta o il successo di un cantante, dove vivi non vivi qui si paga e si calcola tutto, con misure precise e di preciso sempre le stesse persone.
Qui nessuno parla e dove sei lì, che di quello, che si perde, non si lascia niente ma il vero guadagno.
Cosa non mi capisci. Quello che ti dovevo dire. Il dovere, la pazienza ed è quello che non finisce mai dove non devi far mettere mai le mani. Mai, le misure, o la distanza.
Noi non siamo fermi, o che dire nature morte parliamo agiamo nel bene, non sono azioni di altri il giorno o calcoli di altri, incoscienti o problemi, ascolta la tua voce anche in carcere, dove non vuoi che tu stia non si può restare scusa la lentezza ma come forse e vedi, è quello che gira di la il tuo o il mio problema di cosa vuoi parlare oggi, della tua forma di stasi, già la tua stasi o della forma e della forza, che ci vuole per parlare di grandi assoluti problemi. I problemi sono tutti piccoli o morti? E la forza di quale qualità d’altro canto non ti puoi fermare e quello vuole entrare: il male. Manca il rispetto o la testa? Siamo ancora nel male o è colpa del gas, parla per te parla con chi. La storia parte così già da sempre per sempre molte cose già esistono ed hanno un nome, una qualità e delle particolarità. La libertà che vuoi, ma a chi stai parlando? Quello che viaggia nei giorni nostri tieniti informato o informata sempre anche meglio di tenerti in forma prole già usate, parole sapute persone appassite persone che non vuoi attorno a te, ed ecco quello che non sapevi che la coscienza c’è che ti capisce sempre o lo sapevi, e non lo volevi dirlo e chi ti aiuta veramente. Sai vero e falso e cose e tutte le cose che fanno il presente, che sono buone per capire, per dividere e gustare la vita, per quello che ne rimasto sempre nel sonno non si può stare, poi ti prendono in giro. Poi ti prego in giro o assenza e mancanza.
Guarda quante parole ho fatto io, pensa a quante non ce ne dice nessuno.
La gente si paga per quello che vuoi.
Fine della telefonata: voi siete quelle persone per questo ti hanno arrestato.
Buona fortuna. G
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