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Help! E’
l’essere umano che ragiona per dirti che è lui che governa, è
dice che oggi è meglio di ieri.
Che per dirti tra un po’ più in la bisogna chiamare i
carabinieri.
Mi è venuto da ridere.
Tra mille di quelle cose che non ho tempo.
(A) … per pensarci meglio.
Confusione di un bicchiere, dell’altro, del quesito di oggi.
Troppe cose che non si hanno, troppe rapine. E’ il muro che ti è
attaccato addosso. La parete addosso alla tua parte davanti del
corpo. Troppe esigenze. Chi non parla. Il tuo sangue bevuto nel
mio bicchiere.
Guarda la stella che tua è non per poco, la rivelazione è
l’ignoranza superata. Il tuo punto, del tuo, di quel coso, o del
tuo codice, che non è tuo a quello il fondo o laggiù e chi è?
Che cosa conta se sei spento, tu o il tuo sistema sociale, o
politico.
La democrazia. Il tuo reale. Quello che non puoi. Dov’è il
falso. Chi?
Muri di divisione.
Non c’è soluzione da quel problema, non si esce dalla porta, di
dove non c’è la porta. Quello che volevi conoscere io lo so, e
lascia stare quei triangoli che servono solo per non tornare
dove infondo, sei stato prima e non ci sei più. E se poi vuole
sapere di quello che gli altri vogliono sapere, quella cosa che
si apre, dove tu ti eri perso, ed era o la soluzione o la tua
disgrazia. Non parli che cosa non sai. Digli di no. Non era cosa
di poi.
C’è una strage giù in strada. Non è un sogno chi era ed è il
resto della tua vita.
Esci e trovi quello che sentivi. Torni ed è lui quello che ti
dicono che sei e che non sai.
Come vedi siamo sempre qui.
Quelle aperture, quelle perdenti perché ci sono posti dove anche
le persone sono cose e non più anime ma oggetti da descrivere.
Tranne la ghigliottina. Chi ha perso e già lì che si riscuote.
Chi è più potente gode, non è vero e che sei in Italia, poi
qualcuno ti dirà che e di che si occupa, questa questione perché
qui stringe. Fine e la luce del giorno è la che è piena, ma
ancora è giorno.
E poi, e poi, e poi. Canzone di Mina, si comincia per quanto
drasticamente. Sai qui si cammina con i libri in tasca.
La proprietà come nel senso generale della parola.
Quelle parole che ci mancano le chiamano il presente in un'altra
parola che ci manca.
Buon appetito anche a te.
La felicità delle cose che non esistono e dove restare in
silenzio, credi ancora che le parole fanno tutte quelle cose che
dicono. Io penso che ci sia un partito sbagliato da DOVE andare
via, ma che insomma dove sei andata a finire stasera. Sapessi
che problemi stasera, talmente vecchi e risaputi che è una
bestemmia dire che un problema è risaputo.
Grandi problematiche e persone che ci pensano.
Dov’è? Qui non c’è, sai non era tutto sbagliato strappato e
buttato via per sempre e un po’ quella cosa di cinque minuti fa
il “NON” così si dice.
Ti sono venuti a comprare per il male?
A buon appetito, forse non ti escono le parole, le tue paure
quello che il creato ti può dare, ti hanno rubato e dove finisce
perché non lo sai.
La creazione è facile. G
Essere se stessi in tutti e tutto è difficile, ma mi hanno
buttato via, vai a vedere i milioni di persone buttate via. Noi
siamo una miniera ognuno poi, dove finisce, ma a chi dovevi
dirlo forse ti sto scrivendo.
C’è una varietà così grande lasciato il male.
Lasciato il tuo regresso del tempo nelle ore avvenire di non
manifestare quello che non sei.
Già e da dove si comincia tu, lo sai o e non ti ricordi, dove il
basso, e che cos’è, e dai che tutti siamo vivi non come dice
quello morti e figure in bianco e nero ferme. Mali e Beni.
Scegli souvenir o casta. Sono altri amici, ma …
Dov’è la legge tu, vivi meglio e o credi ancora numerosamente
nelle parole, lascia stare che quando uno scappa ha il fiato
corto.
… il giorno dopo chi non vive nel male?
Tu riconosci le persone, ma che dici forse, non sei chiaro nel
pensiero matematico della situazione, e sono quelle le offese
del resto non ci sei che era tutto poi ti dico, dopo di tutto
c’è solo il falso, poi niente si ritorna in una posizione
precedente.
Di nuovo buon appetito. Che ruba chi muore o è il contrario.
Il quadro di una giornata di Sole che schiacciò l’estate.
Sei ancora qui … pensa e gli occhi se li abbia ancora chiusi. Il
Sole. Io tra un po’ “esco”sai ma ha già ciao.
Un altro giorno: i tuoi limiti, e o, dove non sei arrivato, dove
il tuo sguardo, non si può rivolgere perché è troppo in alto. Tu
hai delle soluzioni, e cose troppo difficili. Tutto risolto. Nel
nostro mondo moderno, si sono già trovate tutte le soluzioni a
tutti i dubbi, ti dico tutti i problemi. Bisogna il bisogno.
Quella è una bestemmia la vedi la che vola.
Guarda quella è una bestemmia che vola.
Non sai la proprietà personale del tuo interesse, più la tua
voce, e le tue idee non sai che si continua, anche per la
giornata di oggi. Ci sono delle cose che non si cancellano.
L’oggetto di oggi è la tua testa, molto interesse c’è per questa
cosa nel nostro tempo negli anni presenti. Ed è sempre quella la
direzione come una freccia in mezzo agli occhi verso avanti.
Sono le dinamiche che variano, le norme o “modalità” che sono
come la vita principalmente se c’è, o non c’è, anche se ho dei
tecnici qualificati, e laureati, che mi consigliano che è
irrilevante questo dato, forse non esiste il problema, secondo
me era un dilemma di comunicazione, d’altro canto siete tutti
morti, chi vi ha dato quest’onore.
Sai la gente vi ha fatto passare per beni. Sai.
Problemi statali cioè più che altro lo “Stato”, tutte cose che
farete da soli senza Bene.
Come vedi è già finito tutto, era solo un piccolo denuncia.
Riposo. Ciao. Troppo presto.
Problemi gravi alla giugulare, tagli con la pinza, non c’è
nessuno per oggi, sono tutti partiti non è vero che queste cose
non si scrivono.
Tra l’altro nessuno c’è l’ha in sostanza fatta, tranne me. Dov’è
la bestemmia e se non hai bene inteso, non si ferma, è che non
poi il mondo di fuori “casa” tra qualche ora, è poi così
diverso. Tu che vivi, meglio un altro caffè. Sono solo passati
cinque minuti dov’è la calma, tutti problemi statali, non ti
preoccupare, sali che poi muori, vedi nell’ultima parte di
questa frase è la bestemmia, sai pure di che sto parlando prova
a dirlo al tuo “più vicino” che hai disponibile cioè a quello
che hai accanto per vedere che pensa, ora continueranno loro la
forza suprema. G
Le pretese di un giorno come un altro, tema.
Hai sbagliato a parlare quindi gli errori sono molti e la
soluzione è lontana. 87040.
La voce si spegne non è vero stai dormendo poi quando ti svegli,
parli. Troppo grossolano è il verbo che nessuno dice, né dove ti
porta, e quindi dove ti parli, che l’animale che distrugge non è
buono. La destituzione dell’arte che quindi ti sommerge, per il
giorno il quale è falso. Chi ti ruba non esiste più. Errore non
siamo noi, a conformare, o a creare la società più quella parola
“bene” ti “devi” stare attenta/o che cosa vive oggi, ancora
oggi. Specie se non parla o dalle tangenziali dove il discorso
non prosegue. Lui non si fermerà ho capito ma chi, lui quello è
già una cosa poi sempre lui un'altra poi si va vedendo che cosa
non si ferma, o e solo nebbia. Dice il verbo oggi vai a trovare
il tuo problema oggi così che domani, mi sono dimenticato.
Oggetto e predicato. Lui non è io, non è fascismo dire questo
per le distorsioni concesse. Dove comincia il tuo lavoro?
La pesantezza di un giorno nuovo. La felicità dell’orario che
prosegue la giornata. Se guardi, vicino a te ci sono millenni di
sonno. Siamo continuamente calunniati.
In natura è la realtà, la soluzione è molto semplice sono altre
le cose, o persone che s’indicano e siamo noi queste cose o
quelle. G
La propensione verso fuori il vuoto risulta che quello che eri
prima, dove tu andrai dopo, non è vero ma adesso quello che dici
non è sbagliato e ci trovi la tua vita che prosegue caro, che
non è proprio da buttare come idea progressiva.
I tuoi limiti che non sai la tua persona che non conosci perche
non parli ? e di cosa.
Quello che sei tu non può essere un altro è un errore come una
bestemmia come affermare quello che puoi dire.
E’ tutto il giorno che comincia.
Persone che hanno già intrapreso un discorso quelli che non
corri, che l’autobus è già passato vedi, che non c’è rimasto più
nessuno in quello spazio, dove riesci a restare sui tuoi piedi
quello/a sei tu con quello che hai mai potuto fare, continua il
prossimo autobus sta arrivando.
Quello che ti potevo dire. Guarda c’è la bestemmia ma c’è un bar
lì in fondo, dove vendono cornetti e caffè. Il gusto dell’amaro
che sarà mai ciao bambino/a.
E’ molto importante oggi chi sei tu veramente per il rispetto
degli altri l’azione di tuo e con gli altri, per gli altri e per
te. Dove andare! Che cosa fare!
Noi non ci siamo smarriti, qui è perso si dice.
Noi ci sappiamo, quello non crede, di cosa voglia stupirti oggi.
Al ladro. Assassino oppure ex.
Cose risapute, idem, vuoi dire che si sa poi ti perdi in quello
che hai già detto e quello ecco facci una X che dice che è già
tutto a posto dove non si è “verificato” niente. Lo stupore del
ladro o di mio Zio, Sinudyne o nulla. Il coraggio di chi parla
della parola. Ciao Italia, o Europa.
Il mondo è dissolto. La fine del mondo è già avvenuta. Che cosa
vuoi far rientrare? Con chi vuole parlare. Pantarei.
Noi rientriamo in noi stessi non la terra che viaggia senza
fermarsi.
Sinudyne o Italia, uno vede, quello in fondo, conosce Italia
uno.
La vita è cambiata con l’avvento del male, lasciali stare quelli
restano litigando, con solo le palate che hanno ricevuto durante
la settimana, la vita ha assunto molteplici significati dal non
essere il male. Forme nuove, attuali modi di essere, per
divenire e tipologie di vita pensieri aperti persone e atti più
azioni più chiari e veloci permessi ed eccezioni nuove
personalità cose che hanno chiarito i problemi delle clausole e
distorsioni delle persone. Verso orizzonti dove l’uomo si
spiega, le epoche passate, e quello picchia.
Dipende dalla tua posizione per te e per lui non fa differenza
continua anzi è automatico fino alla fine sempre come una
cadenza ad esempio tre volte il giorno. Non ci conosciamo.
Si tratta di addolcirti un poco con tutti quei copioni che
volevano il tuo il loro.
Che strana domenica di pomeriggio. Ti sogni.
Quante cose che non hanno fatto.
Continua e se piangi … sai adorano la ripetizione negli anni
delle stesse parole.
Il male.
Non è un dio.
Vedere nuovi orizzonti, sul silenzio più nero, cosa vuoi che ti
dica il mondo, è anche loro tu che vivi su un altro pianeta, qui
c’è confusione di chi sono io e di chi sei tu quello che dovevi
fare tu, e quello che sono debitore a volte che voglio fare io.
Arriveranno una pubblicazione di quelle nostre idee o
configurazioni di vita degli anni passati?! e poi guarda oggi
per non pensare a domani. Chissà che significa.
Dalla mia altezza negli anni ho già compreso quello che gli
altri possono ascoltare e non c’entra niente devi dirigerti
verso quello che vuoi dire tu ribadire tutto o appuntare nel
rispetto del prossimo.
Ed era ora. Apri gli occhi. Ecco non si vede più niente. Ecco
non era di nuovo quello. Adesso ho capito. Ora vediamo.
Si tratta di una routine, dove anche noi esistiamo all’interno
per essere oggi. Dove vanno a finire i nostri problemi. E dove
sanno. Non morire G.
Ecco sono finiti i problemi, quando li hai risolti, fammi sapere
così come l’hai vista poi fammi sapere.
Esistono la parola e una bestemmia da cancellare su tutte le
cose. Se non parli se ne va. E solo che continuando. Di la c’è
solo il vuoto. Di la cioè qui (// //)
La situazione è diversa da come appariva. Queste sono le persone
che stanno arrivando che non sanno niente, e ci sarebbe da
chiudere un po’ lo Stato, per discutere di colpe e reati, che
volano che nessuno dice perché portano la pistola. Maggiore luce
si comincia su cosa? Il telefono e la calma.
Di sicuro sarà una bella stesura, che le persone povere
rideranno e quelle ricche pure, l’argomento è cos’è successo!
Due piani di silenzio. Tanti saluti, come sempre senza rancore,
G.
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