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Ciao. E’
arrivato giugno, un milione di pensieri, e quattro chili in più
di Sole.
Quello che lui non dice, è la realtà come se la verità. Dire lui
è una cosa impersonale poi lui si offende o tu contravvieni.
Offendersi per denunciarlo/re. Di cosa … e per quello che senti,
che i tuoi miti non dicono niente.
Appuntato.
Ho mio padre in ospedale più tardi andrò a trovarlo. Ha avuto un
infarto, dovrò continuare a lavorare da solo.
E poi silenzi …
Quello che non sai dire perché è un errore che tu non capisci.
L’espressione e la modernità, il bruco delle cose, vuole
accaparrarsi la proprietà delle cose, e tu, non capisci com’è
possibile che le cose reali e inserite nel discorso delle
persone, non si dicono.
Non bisogna essere un bel niente.
Per chiedere la libertà è una ricerca, anche gli altri fanno per
te.
La perdita e la malattia sono cose un po’ diverse, come mai
nessuno dice le cose come stanno perché le realtà oggettive così
come un panorama, non possono essere non evidenti?
L’espressione rubata gli errori e le sottomissioni, a quello che
è giusto per gli amici e per i pagani, o se vuoi semplicemente
non parlare per paura di fare brutta figura.
I punti di vista del perché nel senso generale. Tu hai qualche
idea oltre.
La paura di essere cacciato e la perdita. Ti portano nel male
chiunque. Bisogna vedere come vuoi quell’opera pubblica.
Quanti sviluppi negativi possono nascere da un pensiero non
detto, una società piena di crepe, non si vuole restaurare.
Oggi le parole sono poche basta imprimerle in due righe, cosa
era successo oggi, cosa era possibile oggi che possibilità dal
nostro giorno. E poi cosa è stato ieri.
Lo so che sembra sempre la stessa cosa come dire dove finisce il
giusto, chi è il più forte chi vince chi ha superato non si
capisce, dove sei, non sei identificato, cosa non si deve
accettare, perché se non sai ci sono cose che non si possono
accettare.
Che tempo confuso, dove e quando troppo ampio chiamano così la
perdita, come quello che ti fanno dire o che tu vuoi che io
faccia in faccia a persone che sanno di delinquente e di carcere
dove vivi. Sempre le stesse cose e quando cambierà poco male,
non puoi guardarmi in faccia è la soluzione alla maggior parte
dei problemi il contatto in generale. G
Ciao: ti svegli, chi parla? Chi quando ti è successo tutto
questo enorme quesito, chi parla! Sono dei blasfemi se sei in
riga, cioè ti piace la musica house ne esci. Lo so che
divergenze sono molte ma non per: “Dovrei avere avuto fare sesso
con te”.
La voce e l’amplificazione di Carmelo Bene, come dire quello che
afferma il pubblico e quello che dice il gruppo o la star.
Quello che è successo non è tuo non sa che la legge occupa
questo posto non che non c’è nessuno lì vero, buon giorno, la
vita cambia, chi parla, dice che importanza può avere un
inutile, chi è un nullo.
Mi sono seccato troppo talco. Sai evitata la morte e varia la
vita che puoi ottenere. Assiomi e copie di me in automatico, che
poi se non hai capito sono persone queste cose che dici, che
vivono hanno uno stipendio, e una macchina. Orrendo.
Sempre le solite cose. Questione di calma. L’etere. Cosa ti sei
dimenticato oggi. Portare alla luce. Tu ti lamenti delle persone
che non parlano e delle istituzioni sorde mute. Dei ladri. Nulla
sono successo No anti male, solo cinque minuti il giorno, anti
male. Le cadute verso il basso. Chi è. Nulla è successo. Chi
sono, chi parla e dov’è davanti al computer o per le vie di
questo posto. Una grave perdita di valori e di colori. Il sapore
di una vita rubata.
Sai sono che perspicacemente NO.
Rubato.
Il resto di oggi. E chi viene qua.
Lo stato e la legge affari che non sono i tuoi.
Pausa.
Un nuovo mondo che davvero c’è, segue. Il discorso di prima? C’è
una spiegazione ai tuoi problemi è la ragione, il discorso di
prima è la lobotomia oltre a quell’altra cosa la rimembranza.
Cosa ti brucia oggi il pensiero del falso o il simulatore il se,
credimi c’è una spiegazione ai problemi “oggi” è già tanto dire
credimi.
Dove vai lì, non c’è niente, il vuoto forse, t’interessa. No
lamette. G
Non lo voglio nemmeno dire tanto sono stanco, vedi questa è la
soluzione: lui non parla, quello che si dice il verbo. Un
concentrato di parole e di pensieri, dove si è creato il vuoto,
corre, a presto.
Quanto è grave, non puoi immaginarlo come una camera a gas, che
ne dici l’esperienza di oggi, è una certezza per il domani o
qualcosa da dimenticare? Quello che stai facendo non quello che
hai fabbricato prima cioè un’ora o cinque ore fa, italiano.
Quante belle parole buttate al vento forse perché con la
speranza che fosse pulito.
La paura e l’orrore, il terrore. Dov’è.
Parole. Atto più parola di giù quello che non ho potuto mai più
fare, suona la campanella tutti a letto, domani lager o fascisti
… o casa.
Parole non dette o scritte, miserie di persone non di “vita”.
Esiste qualcosa ma è ben definito e cablato.
Esiste una bestemmia sulla vita non detta ma pur cantata.
“Ancora domani” questa è la bestemmia più grande di oggi
18.06.2009. Domani mio padre si opererà al cuore per vivere
ancora. Dov’è … da un'altra parte o posto o posizione, perso,
notte. Chi è lui.
Sai le difficoltà di opera di una giornata, trascendere il
giorno dalla vita e come fai a non dire di quel gran problema di
bestia, è più una distorsione del giorno, è la tua vita rovinata
e vinta.
Noi non siamo quelle persone.
E tu non c’è la farai, tu hai già perso, solo problemi di
occhiali e qui c’è anche personale che ti fa perdere oltre al
fatto che tu già perso.
Pensa solo io su questo pianeta ti posso far vincere. Problemi
con le parole e di totalità e di totalizzazione … per te che non
mi hai chiamato. Su tutto il pianeta non c’è nessuno che ti può
far vincere solo io e molto abbastanza. Stati o Stato e stato di
chiusura tutto si risolve. Il tutto che riempie. Una linea
“sola” che ti porta ha perso, solo per informarti, tutte le
linee ti portano. Errore. E che cos’è il bene forse un’entrata e
un’uscita e quell’enorme muro! E’ un tappo. Il tappo sulla bocca
hai qualche idea, problemi di stato vai a prendere un caffè che
mo arriva quello che se lo riporta.
Pensare che parlare sia sbagliato e chi te lo fa, è sbagliato.
Quasi mi addormento alle quattordici quasi stop.
Tu hai idee per oggi, guarda lì l’aereo fascista che passa che
non so cosa vuole da te.
Atto per Venere, scapestrati.
Non stato di comprensione. Tutti hanno i problemi, tutti non
sono tutti e quindi solo io a te non ha mai arrestato il Bene.
Bene.
Dove ti sveglierai oggi per queste regioni della tua lingua o
estero.
Che cosa saprai della scuola e del resto della vita,
problematica da sapere e di dove ti sei fermato/a perché sei tu
il tuo universo, tutto l’universo sei tu, ed è tutto da
risolvere per te e in te sei tu che porti riesci e sei tutte le
cose di cui si parla.
E’ facile il bene. E’ per il futuro quello che è di adesso.
La voglia di volare, l’induzione al crimine, la parola che si
sporca in poche parole. Non hai voglia di parlare o non hai la
bocca. L’argomento è risaputo oramai, l’emozione è più forte del
pensiero.
Dimmi quanti anni hai e ti dirò chi sei, questo sono io in
questa epoca di duplicazioni di “io”.
Epoca che finirà domani evo dove il cuore è distrutto da mille
ferite e pieghe insanabili. Riusciremo un giorno a uscire dal
tunnel dove tu sei già uscito o il tunnel è la vita intera, un
altro quesito molto noto nelle case degli italiani sempre più
chiuse le nostre case quando si attarda la sera, io conosco
l’uscita e quello che vive dopo. Quello che vedi in negativo
fallo scorrere come una pellicola di un film che passa avanti
agli occhi senza toccarlo in discesa. Non toccare lui!
Questo colpo che hai sentito al petto è il male che vuole
entrare, hai altre cose da dire, vuoi dire quello che sei mai
riuscito a fare, aspetta, buon film, ciao.
Un duplicatore di parole, quello che significa in due posti così
per crescere ancora per superare me che se lo dici ti metti a
ridere perché sono una di quelle cose superate che però non si è
capita. Il bene e il male sono delle cose da dire e fare o da
spigare per capire e meglio la nostra epoca dove le persone più
importanti sono trapassate e quelle vive sono già morte o sotto
una pietra e si soffoca dove e quando non finisce, la bella
parola.
Un funerale tutti i giorni passati, il passato che è cancellato
già fino alle dieci di mattina per continuare spenti fino a sera
che prelude il sonno. Sono la matematica e la storia, quello,
quell’oggetto è il male, quel batuffolo di cose che non devi
sapere perché se non capisci quel fascista più che altro porco,
scusa, che vuole il silenzio. In carcere la parità. Non si vince
lei è qualcosa che si è debitore spiegare o ti devi chiarire
anche dove il dovere è una “usualità”.
Domani il mio papà tornerà a casa dall’ospedale.
Che il veleno riposi in pace.
Come danno fastidio le parole dette a metà? Vuoi un interprete?
G
Eclissarsi per sempre ma chi l’ha chiamato per questo. La vita e
il mondo sono altro non quello che vedi con i tuoi occhi in
lobotomia domani. Questo e quello o le vetrine. Vedi cosa cerchi
la legge, è scritta su di un libro. Non su una persona.
La solitudine rubata a persone comuni che non hanno diritto ad
averla. Hai qualche commento, a dopo che mi viene da …
“sostantivo”.
Il resto è compilare un questionario come un quiz. La soluzione
è come la via non fa male il dolore. Soppressi o pressati in un
libro che problema vivere in un volume sembrava bene invece e di
altri, anche questo tipo è considerato un male cioè un non
personale. Se parli con le persone, sono nella maniera descritta
e assomigliano all’opera d’arte che le raffigura. Molto nelle
persone è oggetto descritto e definito non che non si capisce è
che devi rapportare l’oggetto nei giorni nostri nella sua luce e
nella sua oscurità.
Papà ha superato l’operazione al cuore e domani andrà in un
altro ospedale più vicino a casa per riabilitarsi per tre
settimane.
Per finire questa lettera, un solo altro pensiero della storia
di oggi:
E’ nel tuo discorso e nelle tue parole quello, non volevi fare
sapere di quello, dici no anche quello, t’impone di dire quello,
è giusto, e quello è sbagliato, e la presenza del male si nota
solo da come ti presenti.
Lascia che il tempo asciuga quella cosa che sembra una ferita.
L’immaginazione è l’arte che sembrano immaginarie, sono la
concretezza della tua città. Come lo sapevi già. Prova a trovare
qualcuno stasera. Quando è cominciata, è già finita. Tel.:
buona permanenza. Tu che non sai con chi stai parlando. Prova di
dire tu quello che pensi è l’importanza della creta. G.
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