l'importanza della creta.

 

 

lettera (30/06/2009) 

 

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Ciao. E’ arrivato giugno, un milione di pensieri, e quattro chili in più di Sole.
Quello che lui non dice, è la realtà come se la verità. Dire lui è una cosa impersonale poi lui si offende o tu contravvieni. Offendersi per denunciarlo/re. Di cosa … e per quello che senti, che i tuoi miti non dicono niente.
Appuntato.
Ho mio padre in ospedale più tardi andrò a trovarlo. Ha avuto un infarto, dovrò continuare a lavorare da solo.
E poi silenzi …
Quello che non sai dire perché è un errore che tu non capisci.
L’espressione e la modernità, il bruco delle cose, vuole accaparrarsi la proprietà delle cose, e tu, non capisci com’è possibile che le cose reali e inserite nel discorso delle persone, non si dicono.
Non bisogna essere un bel niente.
Per chiedere la libertà è una ricerca, anche gli altri fanno per te.
La perdita e la malattia sono cose un po’ diverse, come mai nessuno dice le cose come stanno perché le realtà oggettive così come un panorama, non possono essere non evidenti?
L’espressione rubata gli errori e le sottomissioni, a quello che è giusto per gli amici e per i pagani, o se vuoi semplicemente non parlare per paura di fare brutta figura.
I punti di vista del perché nel senso generale. Tu hai qualche idea oltre.
La paura di essere cacciato e la perdita. Ti portano nel male chiunque. Bisogna vedere come vuoi quell’opera pubblica.
Quanti sviluppi negativi possono nascere da un pensiero non detto, una società piena di crepe, non si vuole restaurare.
Oggi le parole sono poche basta imprimerle in due righe, cosa era successo oggi, cosa era possibile oggi che possibilità dal nostro giorno. E poi cosa è stato ieri.
Lo so che sembra sempre la stessa cosa come dire dove finisce il giusto, chi è il più forte chi vince chi ha superato non si capisce, dove sei, non sei identificato, cosa non si deve accettare, perché se non sai ci sono cose che non si possono accettare.
Che tempo confuso, dove e quando troppo ampio chiamano così la perdita, come quello che ti fanno dire o che tu vuoi che io faccia in faccia a persone che sanno di delinquente e di carcere dove vivi. Sempre le stesse cose e quando cambierà poco male, non puoi guardarmi in faccia è la soluzione alla maggior parte dei problemi il contatto in generale. G
Ciao: ti svegli, chi parla? Chi quando ti è successo tutto questo enorme quesito, chi parla! Sono dei blasfemi se sei in riga, cioè ti piace la musica house ne esci. Lo so che divergenze sono molte ma non per: “Dovrei avere avuto fare sesso con te”.
La voce e l’amplificazione di Carmelo Bene, come dire quello che afferma il pubblico e quello che dice il gruppo o la star. Quello che è successo non è tuo non sa che la legge occupa questo posto non che non c’è nessuno lì vero, buon giorno, la vita cambia, chi parla, dice che importanza può avere un inutile, chi è un nullo.
Mi sono seccato troppo talco. Sai evitata la morte e varia la vita che puoi ottenere. Assiomi e copie di me in automatico, che poi se non hai capito sono persone queste cose che dici, che vivono hanno uno stipendio, e una macchina. Orrendo.
Sempre le solite cose. Questione di calma. L’etere. Cosa ti sei dimenticato oggi. Portare alla luce. Tu ti lamenti delle persone che non parlano e delle istituzioni sorde mute. Dei ladri. Nulla sono successo No anti male, solo cinque minuti il giorno, anti male. Le cadute verso il basso. Chi è. Nulla è successo. Chi sono, chi parla e dov’è davanti al computer o per le vie di questo posto. Una grave perdita di valori e di colori. Il sapore di una vita rubata.
Sai sono che perspicacemente NO.
Rubato.
Il resto di oggi. E chi viene qua.
Lo stato e la legge affari che non sono i tuoi.
Pausa.
Un nuovo mondo che davvero c’è, segue. Il discorso di prima? C’è una spiegazione ai tuoi problemi è la ragione, il discorso di prima è la lobotomia oltre a quell’altra cosa la rimembranza. Cosa ti brucia oggi il pensiero del falso o il simulatore il se, credimi c’è una spiegazione ai problemi “oggi” è già tanto dire credimi.
Dove vai lì, non c’è niente, il vuoto forse, t’interessa. No lamette. G
Non lo voglio nemmeno dire tanto sono stanco, vedi questa è la soluzione: lui non parla, quello che si dice il verbo. Un concentrato di parole e di pensieri, dove si è creato il vuoto, corre, a presto.
Quanto è grave, non puoi immaginarlo come una camera a gas, che ne dici l’esperienza di oggi, è una certezza per il domani o qualcosa da dimenticare? Quello che stai facendo non quello che hai fabbricato prima cioè un’ora o cinque ore fa, italiano.
Quante belle parole buttate al vento forse perché con la speranza che fosse pulito.
La paura e l’orrore, il terrore. Dov’è.
Parole. Atto più parola di giù quello che non ho potuto mai più fare, suona la campanella tutti a letto, domani lager o fascisti … o casa.
Parole non dette o scritte, miserie di persone non di “vita”.
Esiste qualcosa ma è ben definito e cablato.
Esiste una bestemmia sulla vita non detta ma pur cantata. “Ancora domani” questa è la bestemmia più grande di oggi 18.06.2009. Domani mio padre si opererà al cuore per vivere ancora. Dov’è … da un'altra parte o posto o posizione, perso, notte. Chi è lui.
Sai le difficoltà di opera di una giornata, trascendere il giorno dalla vita e come fai a non dire di quel gran problema di bestia, è più una distorsione del giorno, è la tua vita rovinata e vinta.
Noi non siamo quelle persone.
E tu non c’è la farai, tu hai già perso, solo problemi di occhiali e qui c’è anche personale che ti fa perdere oltre al fatto che tu già perso.
Pensa solo io su questo pianeta ti posso far vincere. Problemi con le parole e di totalità e di totalizzazione … per te che non mi hai chiamato. Su tutto il pianeta non c’è nessuno che ti può far vincere solo io e molto abbastanza. Stati o Stato e stato di chiusura tutto si risolve. Il tutto che riempie. Una linea “sola” che ti porta ha perso, solo per informarti, tutte le linee ti portano. Errore. E che cos’è il bene forse un’entrata e un’uscita e quell’enorme muro! E’ un tappo. Il tappo sulla bocca hai qualche idea, problemi di stato vai a prendere un caffè che mo arriva quello che se lo riporta.
Pensare che parlare sia sbagliato e chi te lo fa, è sbagliato. Quasi mi addormento alle quattordici quasi stop.
Tu hai idee per oggi, guarda lì l’aereo fascista che passa che non so cosa vuole da te.
Atto per Venere, scapestrati.
Non stato di comprensione. Tutti hanno i problemi, tutti non sono tutti e quindi solo io a te non ha mai arrestato il Bene.
Bene.
Dove ti sveglierai oggi per queste regioni della tua lingua o estero.
Che cosa saprai della scuola e del resto della vita, problematica da sapere e di dove ti sei fermato/a perché sei tu il tuo universo, tutto l’universo sei tu, ed è tutto da risolvere per te e in te sei tu che porti riesci e sei tutte le cose di cui si parla.
E’ facile il bene. E’ per il futuro quello che è di adesso.
La voglia di volare, l’induzione al crimine, la parola che si sporca in poche parole. Non hai voglia di parlare o non hai la bocca. L’argomento è risaputo oramai, l’emozione è più forte del pensiero.
Dimmi quanti anni hai e ti dirò chi sei, questo sono io in questa epoca di duplicazioni di “io”.
Epoca che finirà domani evo dove il cuore è distrutto da mille ferite e pieghe insanabili. Riusciremo un giorno a uscire dal tunnel dove tu sei già uscito o il tunnel è la vita intera, un altro quesito molto noto nelle case degli italiani sempre più chiuse le nostre case quando si attarda la sera, io conosco l’uscita e quello che vive dopo. Quello che vedi in negativo fallo scorrere come una pellicola di un film che passa avanti agli occhi senza toccarlo in discesa. Non toccare lui!
Questo colpo che hai sentito al petto è il male che vuole entrare, hai altre cose da dire, vuoi dire quello che sei mai riuscito a fare, aspetta, buon film, ciao.
Un duplicatore di parole, quello che significa in due posti così per crescere ancora per superare me che se lo dici ti metti a ridere perché sono una di quelle cose superate che però non si è capita. Il bene e il male sono delle cose da dire e fare o da spigare per capire e meglio la nostra epoca dove le persone più importanti sono trapassate e quelle vive sono già morte o sotto una pietra e si soffoca dove e quando non finisce, la bella parola.
Un funerale tutti i giorni passati, il passato che è cancellato già fino alle dieci di mattina per continuare spenti fino a sera che prelude il sonno. Sono la matematica e la storia, quello, quell’oggetto è il male, quel batuffolo di cose che non devi sapere perché se non capisci quel fascista più che altro porco, scusa, che vuole il silenzio. In carcere la parità. Non si vince lei è qualcosa che si è debitore spiegare o ti devi chiarire anche dove il dovere è una “usualità”.
Domani il mio papà tornerà a casa dall’ospedale.
Che il veleno riposi in pace.
Come danno fastidio le parole dette a metà? Vuoi un interprete? G
Eclissarsi per sempre ma chi l’ha chiamato per questo. La vita e il mondo sono altro non quello che vedi con i tuoi occhi in lobotomia domani. Questo e quello o le vetrine. Vedi cosa cerchi la legge, è scritta su di un libro. Non su una persona.
La solitudine rubata a persone comuni che non hanno diritto ad averla. Hai qualche commento, a dopo che mi viene da … “sostantivo”.
Il resto è compilare un questionario come un quiz. La soluzione è come la via non fa male il dolore. Soppressi o pressati in un libro che problema vivere in un volume sembrava bene invece e di altri, anche questo tipo è considerato un male cioè un non personale. Se parli con le persone, sono nella maniera descritta e assomigliano all’opera d’arte che le raffigura. Molto nelle persone è oggetto descritto e definito non che non si capisce è che devi rapportare l’oggetto nei giorni nostri nella sua luce e nella sua oscurità.
Papà ha superato l’operazione al cuore e domani andrà in un altro ospedale più vicino a casa per riabilitarsi per tre settimane.
Per finire questa lettera, un solo altro pensiero della storia di oggi:
E’ nel tuo discorso e nelle tue parole quello, non volevi fare sapere di quello, dici no anche quello, t’impone di dire quello, è giusto, e quello è sbagliato, e la presenza del male si nota solo da come ti presenti.
Lascia che il tempo asciuga quella cosa che sembra una ferita.
L’immaginazione è l’arte che sembrano immaginarie, sono la concretezza della tua città. Come lo sapevi già. Prova a trovare qualcuno stasera. Quando è cominciata, è già finita. Tel.:
buona permanenza. Tu che non sai con chi stai parlando. Prova di dire tu quello che pensi è l’importanza della creta. G.
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