| | Batte forte il rumore della strada, sempre per la tua felicità non ti nascondo che la confusione è una nuvola che non felicita alla giornata, e che, il chiaro veramente é da studiare. Quanto é lontano quell’albero dove andare a riposare … ma se non sapevi neanche che era un albero, comunque ricordi dove andare a posarti. Un appunto sapevi che le persone non hanno intenzione di parlare ai presenti, tu che in cinque minuti prima hai dichiarato finite queste persone, argomenti moderni! Poverino sembra sciupato, si pensava fosse tutto passato poi i tuoni, pomeriggio o stasera vedrai, vedremo, si vedrà, un po’ di pazienza, tieni una caramella. Oggi é un pericolo dove si trova la tua persona fisica, "sono stato troppo veloce" (Eddy Murphy), il perché c’é il silenzio cosi per dirti, sei entrato in America continuando a camminare, cosi trovi tutti gli altri con oggetti compresi per dirti ma che importanza ha, poi é avvenuta la guerra e la fine del mondo, ricordo di aver sentito parlare di una guerra, il tuo bidone lui, quel nuovo, é quello che ti ha detto ci vediamo a pranzo, devi dividere lui da me della forza come, come, corre il tempo oggi. Il questionario non risolto, guarda che faccia di pesce ha assunto il tuo popolo stasera, indifferente e innocuo, chissà cosa voleva. Forse si era perso la puntata precedente numero 7654, ricordi il bene è dimmi di tua piacente si voglia che programmi hai per stasera, alle 19:30, sarebbe un’altra puntata di un serial di non molto pubblicato sui quotidiani terrestri ma in fondo risaputo. Vedi che bel colore ha la luce del Sole é come l’acqua, beh ci si saranno dei ladri ma quelli sono proprio mali, come il tuo ragazzo d’altro canto che porti ha casa nell’immenso Natale 2011, futuro Natale peccato é già passato, grave perdita economica, ah! Non l’ha nemmeno? vedi quanta é piccola, no, tuo padre non vede, vuoi un telefono, o una telefonata. Dove corri, ecco fermati, ti sembra di avere già ascoltato queste parole? Mannaggia la Terra. Torneremo un giorno! Fammi un segno con la manina, corri chissà quanti soldi ancora. Lo informa giovani procede nel suo andare verso l’ufficio dicendo l’informazione è finita, com’è inconsueto, un mondo strano invece di un pianeta morto! Anarchia illegale. Truffatori in panne? Un periodo storico cruento, una storia da cancellare e anche peggio? Fermati perché sei fermo e dimmi cosa ti sta succedendo, hai il computer rotto e uno a casa che funziona? Anarchia illegale che attacca lo stato perché è matematico, è pagato. Le ragazze che cambiate a nuovo escono per le strade della nostra città, tu possiedi un’automobile? È vero se lo apri, vedi che poi un ragazzo non lo è più e che molte cose sono rimaste le stesse sebbene gli innumerevoli lavori, manchi quella particolare sistemazione, perché non ancora il lato fascista del tuo palazzo è stato sistemato, non ami forse i controlli e quanto in alto volevi arrivare per fare uscire il male dal tuo corpo … il tuo amico ne sarà grato! Ancora quei benedetti ancoraggi, quelle sporcizie ai lati della tua città, per niente pudica somigliava prima quando eri un ragazzo, ora vedi il fregio dell’onore o non vedi più cosa pagano quelle persone, prego un cappuccino. Chi lavora qui, chi è eretico, quante persone sono nel tuo comune, dico solo nel confine quante persone ci sono, quanti anni sono passati, quanti soldi vuole il negoziante per quella cosa che serviva, vedi come trascolora la tua giornata senza bene, oggi istantaneamente ora e tra dieci minuti, come tra due ore. Respira come le scarpe G., voleva solo il denaro, grande regione? Aspettiamo una risposta per dieci minuti e poi procediamo, io qui tu a mille chilometri di distanza come se fossimo vicini. Alla fine delle tue interpellanze, all’estremità dei tuoi pensieri, non impazzire, non credi nemmeno quanto sei misera. Come sei in casa da sola, come sei sola, è tutta una sola, un imbroglio, è esploso nel tuo governo, o Comune, invece che non è niente. Devi solo lavorare, perché non si riesce, perché hai un telefono di morte, che ti occupa come un pagamento a morire, come se ti avessero accollato una spesa enorme, per te da pagare, una fattura da saldare, è tardi c’è fretta, è ti spiego, il lavoro va fatto. Questi sono lavori da fare, perché la vita è un atto compiuto pieno, non vuoto, devi fare il bene diceva, il mese scorso, questi che hai vicino sono mali, perché il lavoro non è stato fatto, io è la mia Ferrari? bisogna dichiarare almeno la realtà! Una volta fatto il gesto lavorativo, puoi riposare il braccio, non è vero non succede, si trasferisce invece, poi se vuoi, ritorna, cioè non è stato fatto l’atto, poi lo devi formare un altro giorno in futuro, per chiudere quella questione. È semplice poi la vita con tutte le persone che lavorano, un giorno sarà pagata. Guarda che faccia buffa ha quello stasera, anche un po’ retrò. A presto. E’ cosi che il tempo, se è andato a scrivere: non so la musica, ti senti persa nella tua stanza sperduta nel mondo e dimmi cosa parla quella e quell’altra cosa dice che e tutto passato? Che cosa fanno gli elefanti in Africa tu lo sai. A dirti sì è offeso, sì, ha irritato l’iride o la pelle grande buccia che ci ha sommerso, ecco levala ecco è quasi ora di proseguire, cosa sarà successo, errori quotidiani e il resto, e, la mia vita che mi ripercorre, denunceranno tutti o arriverà la cena. Attento a quell’ago mentre guardo il Sole che scende, del dirmi tu dove vivi, la luce e il resto. Mano, gioco non vuole! Non morire, respira, piano, piano. Ciao. Ancora tu, o lei, o le storie degli altri, dimmi i sorrisi sono tuoi o di tutti quanti? E’ sempre lo stesso, calmati, vedrai quello che non sì e fatto quest’anno arriverà il prossimo uguale da progredire, perché le cose che si dovevano fare si rovesceranno dopo, come il tuo divorzio necessario, odi, per far capire a quei gentiluomini cos’è la legge veramente, è poi per tutti, cosa, mafia, è la libertà! Lo so è sempre lo stesso abbassa la fronte che ti do un bacino, "sopra". Il perché il tempo è passato non lui troppo in fretta, troppo velocemente il tuo Stato si occorre il sabato sera, cioè lunedì mattina, comunque, vedi come scivola via la materia che ti serve per vivere? Il tempo che è passato, come momento storico, dei numeri sai, i quanti veramente, non devi ricordare, chissà cosa ti faranno stasera sulla Terra. Vedi a volte il tempo “che passa”, è una soluzione, come l’acqua e lo zucchero. A volte basta un colore e una presenza solida pesante per risolvere quello che non brucia nei tuoi appartamenti isolati, perché nessun abitante della Terra ha mai restato il Bene, perché, sono, in queste righe, perché non si può dire nemmeno questo, perché lunedì lavoro e il tuo capo di Stato deve morire per forza mercoledì, parassiti, mannaggia, parassite, si schiacciano con una mano. Vedrai il tuo caspita di mondo pulito martedì, perché il perché è sempre stato dietro la porta, no, no, proprio a dieci metri da te c’è tutto quello che vuoi, forse ti ho esagerato, comunque continua a trotterellare, verso tra dieci minuti, cosa vuoi vedere … quella benedetta fontana a cascata che colora la vita e la rinfresca. Ecco io ho proprio quella originale! Cosa non si deve sapere stasera? Ridi ma lascialo che vomita ancora prima che lo sparano a lui, no, ferma, basta, si ferma li, come tu hai studiato a scuola ed io no, piano fino a quando riparte, per poi essere ucciso, il tuo male, poi è lo stesso per i ragazzi, e si finisce in un tumulo ci sarà scritto, su quello che non hai trovato perché sono qui, è nessuno di quelli mi ha mai chiamato con un cellulare. Sai la materia nel presente è come un mattone! Non ti potevi fermare, mannaggia deve essere andato via, eppure era bello! Non potevi chiedere di più! In effetti, è un po’ vuoto il tuo affare, come si chiamerà il tuo presente conficcato in un'altra persona. Dice è la mattina che sa di latte è non può restare bella come la sera, sai che mi ha detto Gerardo che sei eretico! Sai perché non suona quel telefono il tuo, l’evidenza sai ogni tanto non si lascia tradire, a volte non si può dire di no a lei, or dunque di questa mattina siete ladri di Bene, o, lui il male, decide cosa sei tu stamattina, è per ora e per sempre, mi viene da sorridere tra due righe, chissà cosa avranno mangiato ieri i ragazzi. Ladri di ricordi di ragazzi che ora sono persone adulte per rivestire gli errori di quelli che oggi sono la loro adolescenza, guarda il mio dito che fa no e dimmi perché non si trovano le parole e non dice nulla già oggi come una buona lavatrice nuova che dura dieci anni, ora per sempre. La confusione non è un’amica della tua economia, il segno che sfugge, perché ridere dei soldi, vedi cara, quello è come si dice, una palla al piede è di più dovrebbe passare un’auto della polizia a prelevare quel dubbio, come so già da età adolescente, che, trovi in casa vicino al caffè, come in sogno lo Stato, ridi? Bene, vedi l’importante è parlare bene, tutto della “fate operazione etologi” perché sei stanco di mattina, perché stanco è libero? Perché è dopo l’atto della liberazione che cominci a respirare, dopo avere manifestato la dichiarazione di essere vivo, cioè ti presenti vivo al giorno di oggi che puoi proseguire per il giorno, non come fai tu che puoi decedere alle tre o alle quattro, quindi è vero che hanno fatto tutto, e sanno tutto, ma tra poco devono morire andava tolto, hai capito, perché i frullatori sono meglio sempre depositati sul tavolo. Volare italiano! Vuoi uno stato diverso, cioè un altro come marca? Se volevi di più, potevi anche chiedere un altro tipo di gusto al barista che non è fuggito perché sa che quell’autore che era entrato prima al bar non io non era un vero perché ti pagano solo il Bene qui dove c’è l’eretico inserito come la schiuma del cappuccino al gusto. Chi se ne va, chi sono questi, che differenza hai trovato tra questo e quello non inserito, morto vivente … sono come in sogno le persone, sempre, cosa gli mancava, forse un ufficio. Ecco quelle cose con le persone più tardi escono, più tardi per le città di questo mondo, pace, fai una pausa. Io non sono qui, io sono qui. Vuoi una freccia per andare da un altro, ma poi, non sono io, cioè un altro. Vedi caro amico come conoscono bene, il bene le persone, gli manca solo la parola, e ridi e non vuoi sorridere. Il resto lo passeggia sia in casa sia fuori, le persone. Sai poi muore, bene, ciao. La vera economia, anni settanta e ottanta, è oggi cosa fai, è cosa si diceva dieci anni fa e cosa sarà il prossimo futuro e cosa sarà tra dieci anni e ora fermati e vedi l’infinito, guarda la mia mano che dice, no, fermati, e guarda ora tutto quello che vuoi vedere, il presente è infinito, questo di oggi, vedi la data e sei arrivato. Ridi è passato un messaggio, dove c’è scritto c’è il male sarà un’epoca passata che si presenta per meglio dirti è la popolazione dell’inferno che si deve trasferire. Poi comincia a lavorare la tua nazione, nel tuo mondo che è di tutti, non piangere se sei di fuori al mondo! Quanta polvere, li vedi gli struzzi, gli stronzi, gli strani, come mai nessun tipo di lavorazione arriva, serve il peso, i grandiosi “Metallica” dove si saranno nascosti, il peso, quanto pesi veramente, e oggi non rompete vetri, prego. Pizzica l’essere in genere nel presente, e la sua parola che nemmeno t’immaginavi quale oggetto era, prego. Vedi obiettivi di morte così si chiamano, quale ufficio! Il taglio o l’immagine delle forbici, il pomeriggio di quale anno e già ci vuole pure un po’ di compassione. Vedi il cielo com’è celeste come i jeans, del lavoro infinito della porpora e delle lame bolognesi e romane infinite di lavoro, chi si lamenta è già passato. Vedi siamo già noi nel passato le stesse persone che oggi alzano l’oggetto di piacere, no, insomma spostati che non si muove, caro piccolo Collodi. Siamo già arrivati ma ora ci spostiamo per uscire, noi, quanta aria, c’è, p. s. poi se venuto a sapere che le lame erano solo di Bologna. Ecco il futuro oggi che arriva, stammi bene, ciao, ancor non ha comprato i telefoni, nonostante. Di nuovo in quel posto, relitti di esseri umani senza telefono né rinascenza d’identità eco diritto intesa, no, guarda meglio sono una popolazione, il male, il bene, tutto occulto, nascosto in casa e per le strade, tu lo sai, io lo so, era tutto ora cosa si diranno, tu perché non hai un giornale! Tu non sei me, il fascista come albero morto in casa, residui di medioevo? Da quanto tempo il defunto è storia, forse ti sei fatta male al capo, lo stesso, imbecille, saranno precursori statali, bagnateli con l’aceto, come nel duemila e undici, il medioevo, calma ti stavo raccontando, ciao. | |