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Tutto quello
che è nostro, e, quello che è vostro, è normale.
Costruisciti una musica artificiale.
Quanto costa amare: un silenzio.
Dici tu quello che è giusto per te.
Morire non è mai stato facile.
La prossima riga è vuota, così comincia la frase per uscire dal
tuo silenzio, senza utilizzare il m.e.
Si parte a volte per non arrivare come in mare, non si vede la
fine, le ombre che giocano per noi come spettri, ci
attristiscono di nostalgia, e ci riempiono a volte di volte di
vuoto, è inutile cominciare con le cose, e avremmo potuto fare,
non abbiamo mai ecceduto perché stanchi delle fatiche di una
vita che rubata si presenta, distrutta dagli anni e dal vuoto.
Persone sorridono delle nostre disgrazie che ti presentano come
le tue fortune.
Chi ha il diritto su di noi di parlare. Chi offende in modo
cruento, si spiega di essere amico o conoscente, la strada è
una, io sono la tua luce, mentre il fascismo avanza ancora,
tumulati “nelle” cose vietate, dimmi chi vieta delle
suppellettili piene di luce, veri per sostituire la putrefazione
del falso.
Le belle parole o l’illegale, o, il potere condotto. Chi
zittisce le brave persone, da mangiare ai delinquenti.
Non lo sai!
Sono quelle persone, non avere paura di esprimerti, resta
conoscente perché l’errore è bestemmia e non conoscenza della
parola, ed è molto più grave di quello che “ti dice” che tu hai
fatto.
Non è mai stato facile, ma in fondo la realtà è fuori di casa,
la precisione si acquista con la pratica, e, le persone sono
sempre le stesse. Accettare la realtà, chi ti parla e chi ti
vuole sfruttare ancora anche il prossimo mese. La realtà è il
completamento di tutte le cose che esistono messe assieme per
creare il moderno, e il presente, “che” è diverso da ogni tempo.
Molte cose sulla Terra sono diverse all’occhio di quello che è
oggi. La miseria, dove non arrivano le persone della legge, come
non t’immagini, nemmeno quanto sono in basso le cose che non
parlano rispetto a un pensiero vivo e presente.
Quello che vuole lui, non devi dare.
Il pensiero è giusto specie se scritto, o parlato, oggi è pieno
di offese per tutti, offese su pensieri e parole, atti, ed è per
colpa di chi? Chi! Offese da pagare. Il bene dov’è, dici?
Parla tutto in fondo e in largo per svuotare al meglio quel
recipiente, per essere pronto a quanto si riempie di nuovo.
Chi ti parla? Ci sono problemi di quello che vuole denunciarti,
dimmi quando e se oggi ancora. Lo senti un tempo dove quello che
vive oggi può riprendere valore anche economico. “CHE”
Il male nessuno c’è la fa a superarlo, ecco, troppe sporcizie
nella comunicazione orale, è diffusa in tutti i modi.
Sempre lo stesso, il sentito dire già a ottomila persone oggi,
sempre le stesse sere, sarà a causa dell’eco.
Già ma qualcuno ha già vinto oggi, già io G (D), il bene si
sente un eco anche se basso che qualcuno ha vinto. Sì il bene ha
sconfitto. Ancora molte paure, ma sapessi quanto è grande il tuo
ragazzo e o la tua ragazza quanto è di misura ampia. Sono così
grande la paura e l’invidia e tutto il resto delle malattie sono
loro, infami o malati, anche se a quest’ora non sono molto
interessato, così si superano le malattie, sono le persone le
malattie.
Annientalo o ti denunciano.
Scusa se deve essere un tuo amico. Conoscente.
Si è distrutto o sei tu che vivi assieme al male. E’, dove vai.
Tu consci e non sai di cosa sto parlando o qui non verrà mai
nessuno!
E’ il tempo che ci impieghi e il periodo trascorso in un
intervallo, creano la differenza delle parole e delle azioni.
Verrai domani, ne parliamo! Le frasi che finiscono dove non puoi
più arrivare, chissà cosa voleva dire e altre cose più
importanti, non ho tempo per elencarti.
Tutto quello che è normale, non esiste. Chi ti ha detto queste
espressioni e tu ripeti le parole, lascia stare che è già troppo
tardi con tutto il tuo segreto di quello che hai visto oggi di
chi sei tu veramente, sai a volte è la legge che decide queste
cose, avevi qualcosa da dirmi ho il vietato, non puoi di quello
che ti è già da ieri.
“Rivolgiti” che brutta parola, o, odi le parole ma cosa ti è
successo, cosa pensi che sia successo a me. Questo libro è solo
un testo di cronaca per me, per te è la vita che vivi oggi, così
è il bene mentre tutti i tuoi amici sono mali. Infamie.
Sai è così che continua sordo muto / a. Il 1759. La divisione
delle persone per vivere più liberi come dice senza male, è
quasi impossibile al mondo di oggi, nel giorno di oggi. Ti hanno
chiesto dei soldi, qui non si paga “quello”, più tutto, quello,
dice che si deve pagare a lui.
Quanta paura, si cambia per il mondo dei roghi. Eroina in casa
tua, nascosta sopra il tavolino per fare sembrare la tua casa
una “mafiosa”.
Troppe percosse che ci da modo di restare soli. O ultima porta.
O tu che sai ben poco, la parola non si sporca, la sporcizia è
lui o lei. Il senso vietato.
Non è fantasia l’arte o non tutta, molte tante cose sono
radicate nella realtà, sono la realtà, “Della realtà”. Lo
stupore della luce del giorno associata ai tuoi ricordi e alle
tue nozioni di scienza e cultura. Questi enormi fasci e
svastiche sulla nostra testa cosa ti dicono?
Troppi tabù ma quali, questi sono mali. C’è un grande bisogno di
associazione tra passato e presente per le grandi arti. Le
figure di merda sono superate nei giorni nostri, come sai delle
cose sono superate nel presente, ecco quelle.
Nessuno che parla … chissà cosa voleva dire!
C’è un grande lui che ha sbagliato, e vuole continuare a errare,
come una grande lei, perché se non lo sai, non sono affari tuoi,
anche se non lei.
In modo personale “il m-e” cioè nostri, ma allo ugual modo anche
di altri.
Non portare a casa il “m-e”.
“Da dove si comincia”, con questa frase, vedi che la fine del
mondo è già avvenuta.
Nessuno che parla. E’ troppo grande la vergogna.
Tu cosa pensi delle mie parole che qui sono scritte.
Cosa ti stai preparando per il “domani”.
Che cosa senti, cosa interpreti in oggi il martirio giornaliero.
O stato di denuncia per le persone.
Dov’è quest’ufficio per le X.
Ti devi rapportare al prodotto sociale mondiale di oggi ogni
giorno.
Io, tu, egli, noi, loro, essi.
“Come va, buonasera, ancora non ti sei ricordata di me.”
Se telefonando potessi dirti addio, lo farei. Sai molto del
lavoro cosa dovevi fare nelle prossime ore, è già stato fatto.
Da dove Dio arriva, lo chiamano quelli che vedi nello schermo.
Andy lui o l’altro. You.
Che cosa è successo veramente? lo chiedi a me, dipende da quanti
piani ha il tuo ascensore ma non di casa, o di casa tua, ma per
abitazione cosa intende! Vedi quante fatiche per cremare per
bene quel male. Vedi che i tuoi occhi non sono lucidi di luce
vera, non guardarmi stasera, non parli che sei già un bene,
oppure una macchina morta, chi ti ha ucciso, sai il tuo ragazzo,
guarda com’è sconvolgente questa realtà, dove, nessuno non parla
per non fare brutta figura. G
Se guardandoti negli occhi sapessi, dirti basta ti guarderei.
“Ma il nostro amore appena nato è già finito”.
Se quando è capace un se, grande e liberato. Il giorno
ricomincia, un tram / tram per la nazione piena di amici e di
scontenti, un commento della velocità. Un commento alla
velocità. Tu non devi sapere ben poco, quello che rimane sarà
per sempre tuo, le parole non si confondono, è vero che basta
poco ma che non sempre riesce a capire. C’è sempre bisogno di
essere contemporanei, le parole così si chiamano occupano una
posizione fondamentale per le decisioni da attuare, da capire,
come vedere meglio delle ripiegature delle persone per capire
meglio le persone per noi o per loro. A posto proprio, al passo
con i tempi. Non solo fiori ma prati. Continua chi ha coraggio
ma attento, dove il coraggio non ci vuole. Continua chi è
“continua”, perché?
Com’è strano come cominciano di nuovo le cose, il mattino.
La domenica è in modo particolare sorridente, con questi
problemi tipo, lo dici tu o lo dico io, e, cosa volevi sapere?
Che cosa hai fatto la settimana scorsa?
Le nuvole si muovono, le unità oggettive viventi, sono
sconvolte.
E’ crudo il nostro tempo o se meglio vuoi intendere il loro, se
resisti, brucia?
Vuoi più tempo, il tempo è tuo.
Una parte del pensiero moderno dice che noi siamo già morti,
specie superati i vent’anni.
Non dire quelle parole, già, lui vive, dopo saranno le undici è
il mattino se ne andrà.
Brucia! Scegli il tuo buon fuoco, non fascista, così per
chiudere il cattivo fuoco, e per dirti che la strada è una
buona, le altre poco interessanti.
La perdita è grande, le cose perse non devi più guardare,
l’Italia è scossa, cosa significa non esistono le parole, magari
qualcuno stava bevendo un caffè. Le risposte, di cosa parla
“tu”.
Il problema è l’inizio dice uno a un amico oggi, per certe cose
basta poco, tanto poco anche per soddisfare quell’emozione, o
bisogno, o soddisfazione, pare un culmine, un lavoro che impegna
poco tempo a svolgersi, poca fatica, parla tu del male, quello
il male, come nessuno ti ha mai detto queste cose e adesso cosa
ti stanno dicendo quelle persone, o cose, dì cosa è successo,
ricordi? Ora ricordi.
Si è sentito un rumore nell’altra stanza, o fuori di casa, o
lontano di casa.
Che tipo di problema c’è oggi, la fine del mondo?!
La perdita di conoscenza, il denaro, chi resterà vivo domani.
Vedi quanto tempo è passato, e, siamo ancora vivi, segui la
freccia ci sono le altre cose che vuoi dette d’altra parte. Cosa
ti sembrano essere di una sera in quest’anno che sta per finire.
L’indifferenza o la camera a gas, senti degli echi? C’è bisogno
di molta cultura in questo presente di ricordi vivi e di quello
che è vietato, o non vuoi sapere, “perso”.
Chi ha perso? La risposta è nell’altra stanza.
Chi vuole vincere tra dieci minuti è il male (m.e.) te lo dico
con l’orologio alle mani nel polso, un po’ di tranquillità,
molte cose si ripetono e molte non si replicano più, altre non
si fanno nemmeno per l’anticamera del cervello, cose di pagano e
via così per la strada. Ricordi.
Ti sono venuti a uccidere a casa: cose che non si dicono, mai
hanno sentito dire a una persona una cosa simile. Dalla vergogna
o un altro m.e, dai, uccidere è un elemento da dire e
confessare. Ti sta accadendo quello che è successo già a me, ti
sembrerà strano ma non sento nessuno che dice di quelle cose che
fanno tanto male al tuo banco di persone o indecenza del mio.
Forse per quella strana costruzione che si muove solo nel tuo
cervello, come dice anche CB, che distrugge pure il discorso.
Non c’è niente. Domani sarà un disastro sono dei lavori del
male, vi dovreste occupare, chissà chi. Che cosa sta succedendo,
chi ha sbagliato a parlare, dove vivi, una congiunzione per
un’intera giornata.
Lo sapeva già allora perché me lo ha chiesto?
È un enorme libro quello che ti hanno fatto vedere. Secondo
qualcuno lo sta ancora scrivendo. Nonostante il pulmino che a un
certo tempo ci porta altrove per sempre.
Sei tu la persona più importante attorno a te, sei tu.
La serata finisce sempre così e poi altri continuano il tuo
lavoro per dopo cominciare domani. Il trucco è che da qualche
parte esisti. Stop.
Credimi se soffri c’è qualcuno che ti capisce.
Quante problematiche ti offrono la vita di oggi, il mistero e
l’invidia.
Quanto è diffuso quel problema: la realtà che è un altro giorno.
E’ già successo prima. Te lo dico come un amico quello era il
male. Quello che era.
E si che ne parliamo ne altra volta che il tempo è tutto, la tua
immaginazione ed il loro rapporto, e l’infezione, e di quello
che è vietato. Ancora si parla al giorno d’oggi.
Oggi, buon giorno, oggi, dov’è l’errore, trova la strada ed il
numero civico, mangiati o mangia, è l’Italia o il mondo, ma
quanti problemi hai e di chi. Fine.
Il Bene è superiore al male.
Non è tutto qui. Non adesso, non è oggi ne domani dice quello
che vuole stare zitto ma è sempre e da sempre così comincia
quello che è vietato che è già cominciato da molto tempo, tempo
passato.
Quante cose belle sono vietate oggi.
Come quante cose non ti ho detto.
Fine.
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