il mio bene è il bene.

 

 

diario (30/09/2009) 

 

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Tutto quello che è nostro, e, quello che è vostro, è normale.
Costruisciti una musica artificiale.
Quanto costa amare: un silenzio.
Dici tu quello che è giusto per te.
Morire non è mai stato facile.
La prossima riga è vuota, così comincia la frase per uscire dal tuo silenzio, senza utilizzare il m.e.
Si parte a volte per non arrivare come in mare, non si vede la fine, le ombre che giocano per noi come spettri, ci attristiscono di nostalgia, e ci riempiono a volte di volte di vuoto, è inutile cominciare con le cose, e avremmo potuto fare, non abbiamo mai ecceduto perché stanchi delle fatiche di una vita che rubata si presenta, distrutta dagli anni e dal vuoto. Persone sorridono delle nostre disgrazie che ti presentano come le tue fortune.
Chi ha il diritto su di noi di parlare. Chi offende in modo cruento, si spiega di essere amico o conoscente, la strada è una, io sono la tua luce, mentre il fascismo avanza ancora, tumulati “nelle” cose vietate, dimmi chi vieta delle suppellettili piene di luce, veri per sostituire la putrefazione del falso.
Le belle parole o l’illegale, o, il potere condotto. Chi zittisce le brave persone, da mangiare ai delinquenti.
Non lo sai!
Sono quelle persone, non avere paura di esprimerti, resta conoscente perché l’errore è bestemmia e non conoscenza della parola, ed è molto più grave di quello che “ti dice” che tu hai fatto.
Non è mai stato facile, ma in fondo la realtà è fuori di casa, la precisione si acquista con la pratica, e, le persone sono sempre le stesse. Accettare la realtà, chi ti parla e chi ti vuole sfruttare ancora anche il prossimo mese. La realtà è il completamento di tutte le cose che esistono messe assieme per creare il moderno, e il presente, “che” è diverso da ogni tempo. Molte cose sulla Terra sono diverse all’occhio di quello che è oggi. La miseria, dove non arrivano le persone della legge, come non t’immagini, nemmeno quanto sono in basso le cose che non parlano rispetto a un pensiero vivo e presente.
Quello che vuole lui, non devi dare.
Il pensiero è giusto specie se scritto, o parlato, oggi è pieno di offese per tutti, offese su pensieri e parole, atti, ed è per colpa di chi? Chi! Offese da pagare. Il bene dov’è, dici?
Parla tutto in fondo e in largo per svuotare al meglio quel recipiente, per essere pronto a quanto si riempie di nuovo.
Chi ti parla? Ci sono problemi di quello che vuole denunciarti, dimmi quando e se oggi ancora. Lo senti un tempo dove quello che vive oggi può riprendere valore anche economico. “CHE”
Il male nessuno c’è la fa a superarlo, ecco, troppe sporcizie nella comunicazione orale, è diffusa in tutti i modi.
Sempre lo stesso, il sentito dire già a ottomila persone oggi, sempre le stesse sere, sarà a causa dell’eco.
Già ma qualcuno ha già vinto oggi, già io G (D), il bene si sente un eco anche se basso che qualcuno ha vinto. Sì il bene ha sconfitto. Ancora molte paure, ma sapessi quanto è grande il tuo ragazzo e o la tua ragazza quanto è di misura ampia. Sono così grande la paura e l’invidia e tutto il resto delle malattie sono loro, infami o malati, anche se a quest’ora non sono molto interessato, così si superano le malattie, sono le persone le malattie.
Annientalo o ti denunciano.
Scusa se deve essere un tuo amico. Conoscente.
Si è distrutto o sei tu che vivi assieme al male. E’, dove vai.
Tu consci e non sai di cosa sto parlando o qui non verrà mai nessuno!
E’ il tempo che ci impieghi e il periodo trascorso in un intervallo, creano la differenza delle parole e delle azioni. Verrai domani, ne parliamo! Le frasi che finiscono dove non puoi più arrivare, chissà cosa voleva dire e altre cose più importanti, non ho tempo per elencarti.
Tutto quello che è normale, non esiste. Chi ti ha detto queste espressioni e tu ripeti le parole, lascia stare che è già troppo tardi con tutto il tuo segreto di quello che hai visto oggi di chi sei tu veramente, sai a volte è la legge che decide queste cose, avevi qualcosa da dirmi ho il vietato, non puoi di quello che ti è già da ieri.
“Rivolgiti” che brutta parola, o, odi le parole ma cosa ti è successo, cosa pensi che sia successo a me. Questo libro è solo un testo di cronaca per me, per te è la vita che vivi oggi, così è il bene mentre tutti i tuoi amici sono mali. Infamie.
Sai è così che continua sordo muto / a. Il 1759. La divisione delle persone per vivere più liberi come dice senza male, è quasi impossibile al mondo di oggi, nel giorno di oggi. Ti hanno chiesto dei soldi, qui non si paga “quello”, più tutto, quello, dice che si deve pagare a lui.
Quanta paura, si cambia per il mondo dei roghi. Eroina in casa tua, nascosta sopra il tavolino per fare sembrare la tua casa una “mafiosa”.
Troppe percosse che ci da modo di restare soli. O ultima porta.
O tu che sai ben poco, la parola non si sporca, la sporcizia è lui o lei. Il senso vietato.
Non è fantasia l’arte o non tutta, molte tante cose sono radicate nella realtà, sono la realtà, “Della realtà”. Lo stupore della luce del giorno associata ai tuoi ricordi e alle tue nozioni di scienza e cultura. Questi enormi fasci e svastiche sulla nostra testa cosa ti dicono?
Troppi tabù ma quali, questi sono mali. C’è un grande bisogno di associazione tra passato e presente per le grandi arti. Le figure di merda sono superate nei giorni nostri, come sai delle cose sono superate nel presente, ecco quelle.
Nessuno che parla … chissà cosa voleva dire!
C’è un grande lui che ha sbagliato, e vuole continuare a errare, come una grande lei, perché se non lo sai, non sono affari tuoi, anche se non lei.
In modo personale “il m-e” cioè nostri, ma allo ugual modo anche di altri.
Non portare a casa il “m-e”.
“Da dove si comincia”, con questa frase, vedi che la fine del mondo è già avvenuta.
Nessuno che parla. E’ troppo grande la vergogna.
Tu cosa pensi delle mie parole che qui sono scritte.
Cosa ti stai preparando per il “domani”.
Che cosa senti, cosa interpreti in oggi il martirio giornaliero.
O stato di denuncia per le persone.
Dov’è quest’ufficio per le X.
Ti devi rapportare al prodotto sociale mondiale di oggi ogni giorno.
Io, tu, egli, noi, loro, essi.
“Come va, buonasera, ancora non ti sei ricordata di me.”
Se telefonando potessi dirti addio, lo farei. Sai molto del lavoro cosa dovevi fare nelle prossime ore, è già stato fatto. Da dove Dio arriva, lo chiamano quelli che vedi nello schermo. Andy lui o l’altro. You.
Che cosa è successo veramente? lo chiedi a me, dipende da quanti piani ha il tuo ascensore ma non di casa, o di casa tua, ma per abitazione cosa intende! Vedi quante fatiche per cremare per bene quel male. Vedi che i tuoi occhi non sono lucidi di luce vera, non guardarmi stasera, non parli che sei già un bene, oppure una macchina morta, chi ti ha ucciso, sai il tuo ragazzo, guarda com’è sconvolgente questa realtà, dove, nessuno non parla per non fare brutta figura. G
Se guardandoti negli occhi sapessi, dirti basta ti guarderei.
“Ma il nostro amore appena nato è già finito”.


Se quando è capace un se, grande e liberato. Il giorno ricomincia, un tram / tram per la nazione piena di amici e di scontenti, un commento della velocità. Un commento alla velocità. Tu non devi sapere ben poco, quello che rimane sarà per sempre tuo, le parole non si confondono, è vero che basta poco ma che non sempre riesce a capire. C’è sempre bisogno di essere contemporanei, le parole così si chiamano occupano una posizione fondamentale per le decisioni da attuare, da capire, come vedere meglio delle ripiegature delle persone per capire meglio le persone per noi o per loro. A posto proprio, al passo con i tempi. Non solo fiori ma prati. Continua chi ha coraggio ma attento, dove il coraggio non ci vuole. Continua chi è “continua”, perché?
Com’è strano come cominciano di nuovo le cose, il mattino.
La domenica è in modo particolare sorridente, con questi problemi tipo, lo dici tu o lo dico io, e, cosa volevi sapere?
Che cosa hai fatto la settimana scorsa?
Le nuvole si muovono, le unità oggettive viventi, sono sconvolte.
E’ crudo il nostro tempo o se meglio vuoi intendere il loro, se resisti, brucia?
Vuoi più tempo, il tempo è tuo.
Una parte del pensiero moderno dice che noi siamo già morti, specie superati i vent’anni.
Non dire quelle parole, già, lui vive, dopo saranno le undici è il mattino se ne andrà.
Brucia! Scegli il tuo buon fuoco, non fascista, così per chiudere il cattivo fuoco, e per dirti che la strada è una buona, le altre poco interessanti.
La perdita è grande, le cose perse non devi più guardare, l’Italia è scossa, cosa significa non esistono le parole, magari qualcuno stava bevendo un caffè. Le risposte, di cosa parla “tu”.
Il problema è l’inizio dice uno a un amico oggi, per certe cose basta poco, tanto poco anche per soddisfare quell’emozione, o bisogno, o soddisfazione, pare un culmine, un lavoro che impegna poco tempo a svolgersi, poca fatica, parla tu del male, quello il male, come nessuno ti ha mai detto queste cose e adesso cosa ti stanno dicendo quelle persone, o cose, dì cosa è successo, ricordi? Ora ricordi.
Si è sentito un rumore nell’altra stanza, o fuori di casa, o lontano di casa.
Che tipo di problema c’è oggi, la fine del mondo?!
La perdita di conoscenza, il denaro, chi resterà vivo domani.
Vedi quanto tempo è passato, e, siamo ancora vivi, segui la freccia ci sono le altre cose che vuoi dette d’altra parte. Cosa ti sembrano essere di una sera in quest’anno che sta per finire.
L’indifferenza o la camera a gas, senti degli echi? C’è bisogno di molta cultura in questo presente di ricordi vivi e di quello che è vietato, o non vuoi sapere, “perso”.
Chi ha perso? La risposta è nell’altra stanza.
Chi vuole vincere tra dieci minuti è il male (m.e.) te lo dico con l’orologio alle mani nel polso, un po’ di tranquillità, molte cose si ripetono e molte non si replicano più, altre non si fanno nemmeno per l’anticamera del cervello, cose di pagano e via così per la strada. Ricordi.
Ti sono venuti a uccidere a casa: cose che non si dicono, mai hanno sentito dire a una persona una cosa simile. Dalla vergogna o un altro m.e, dai, uccidere è un elemento da dire e confessare. Ti sta accadendo quello che è successo già a me, ti sembrerà strano ma non sento nessuno che dice di quelle cose che fanno tanto male al tuo banco di persone o indecenza del mio. Forse per quella strana costruzione che si muove solo nel tuo cervello, come dice anche CB, che distrugge pure il discorso.
Non c’è niente. Domani sarà un disastro sono dei lavori del male, vi dovreste occupare, chissà chi. Che cosa sta succedendo, chi ha sbagliato a parlare, dove vivi, una congiunzione per un’intera giornata.
Lo sapeva già allora perché me lo ha chiesto?
È un enorme libro quello che ti hanno fatto vedere. Secondo qualcuno lo sta ancora scrivendo. Nonostante il pulmino che a un certo tempo ci porta altrove per sempre.
Sei tu la persona più importante attorno a te, sei tu.
La serata finisce sempre così e poi altri continuano il tuo lavoro per dopo cominciare domani. Il trucco è che da qualche parte esisti. Stop.
Credimi se soffri c’è qualcuno che ti capisce.
Quante problematiche ti offrono la vita di oggi, il mistero e l’invidia.
Quanto è diffuso quel problema: la realtà che è un altro giorno.
E’ già successo prima. Te lo dico come un amico quello era il male. Quello che era.
E si che ne parliamo ne altra volta che il tempo è tutto, la tua immaginazione ed il loro rapporto, e l’infezione, e di quello che è vietato. Ancora si parla al giorno d’oggi.
Oggi, buon giorno, oggi, dov’è l’errore, trova la strada ed il numero civico, mangiati o mangia, è l’Italia o il mondo, ma quanti problemi hai e di chi. Fine.
Il Bene è superiore al male.
Non è tutto qui. Non adesso, non è oggi ne domani dice quello che vuole stare zitto ma è sempre e da sempre così comincia quello che è vietato che è già cominciato da molto tempo, tempo passato.
Quante cose belle sono vietate oggi.
Come quante cose non ti ho detto.
Fine.
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(CC) beneinst.it  di Gerardo D'Orrico.