Il film che ti scriverò.

 

 

monogramma (02/01/2011) 

 

>indice lettere   
.....
.....
 

Ok è vivi ciao! Cara brigata rossa, scolorisci un po’ in questo futuro, non hai un nome e parli? La città esiste con il materiale di mio cugino, quante cose belle oggi dopo la crepa chiusa della tua faccia, sta scappando e perché che caro con i duemila e undici, morti o vivi, chissà chi parla? Ancora problemi di montagna sta attento, niente parla tu, arriveranno le ragazze. Continuano in molti fino alle dieci o otto. Domani si uscirà scendendo con i soldi non si capisce niente, di solito si scoglie come la verginità meglio appoggiarsi a un palo di legno simile sbarra. Comunque un buon giorno tu che hai le ragnatele nella testa.
Ancora, apri bene la mano che vediamo, ecco guardala da sola a casa poi mi fai sapere.
Uscire di casa perché sei un armadio, libero perché non commetti ingiurie contro lo Stato che non sei un delinquente con gli occhi aperti per vedere la differenza tra le cose che si muovono e quelle che restano ferme, perché non dici tutte le cose del possibile, del reale, perché ora davvero dovevamo cioè siamo debitore andare nel senso che ti devi muovere ladro cioè non ladro … chi ti ha fermato?
Guarda un po’ dove scritto!
Guarda la tua pace!
Hai l'intenzione ancora conoscere o lo vuoi sapere, dove attacca la puntina del disco della tua verità. Meglio, dimmi …
Te lo dico me era lui il tuo ragazzo, un male. Vedi che grande eco, veda, che stupenda creatura viva. Ridi che non parla chissà cosa diceva mai è talmente distante, e, o, lontana che non si sente. Il Bene è un errore o è la perfezione chissà quanto costa, il cortile preferito della mia vita è la tua stanza, saranno bruciati i tuoi cattivi pensieri? Oggi cioè, in questo giorno cosa ti faranno, cosa fabbricano oggi tutte le persone? Quando oggi, ma dove vi siete trasferiti, cioè dove sei oggi.
Che cosa fanno oggi tutte le persone?
Proprio adesso è passato il primo treno per la vita, ridi, continua a ridere, sono falsi tutti qui nella tua nazione lì … il Bar.
Stop, ancora è perché parli? Non gli credere è il tuo amore, c’è ed è un reale, il tuo problema comune per tutti, è vero che arrivano ma se ne vanno … io. E’ tutto reale sei tu che sei immaginario che poi te ne vai, si supera poi viene da nuovo il tuo male, e devi vivere per lasciarlo per non cadere.

“E’ più piccolo lui di una monetina solo che è il tuo ragazzo, ecco questa è la prima forma di elevazione da un male.”

Non ti consigliare procedi non mi parlare vai verso la strada che percorriamo assieme e quella nuvola vicina è il male, 2011. L’ignoranza da sconfiggere! Una soluzione per camminare più sopra del suolo della Terra del marciapiede, vedi gli autori che hai incontrato nella tua vita, erano e sono inferiori a me e ti hanno confuso.
Cioè bevi stronza, che il mondo muore.
Cioè hai qualcosa da non dire oggi?
La legge è uguale per tutti, c’è solo un po’ di eco in tutto. Sole.
Sono dei ragazzi è moriranno!
Si gioca per vivere meglio, tu e le tue attività. E’ un secondo ora ecco lo vedi ha e mani tagliate, che bei disegni di vita, non sono deceduti i decapitati, ti bruci il giorno per la notte, allora con tutti i morti della terra? Famosi! Devi aprire la bocca, devi corri che la metro non aspetta, guarda sono davanti alla porta, la morte non parla, no, deve essere il bene della tua città che è il male, che qui non arriva.
morto vivente, CB. Ecco sono ancora vivo. Vivi qui in Calabria c’è un vino rosso che è una favola.

“Benedetta Calabria continua e prosegue il dove, come mai nessun dice la differenza. Il potere della voce il disporre della facoltà, cosa ti chiedo le agevolazioni ... vivo perché tu si vivo adesso, e non hai capito, il potere non sono le persone ma i loro strumenti, e basta, senza sbavature, sono i loro strumenti, le loro potenze. Oggi non vivi, vai, vieni, ne parli cioè ne sei ... quello è il male lascivo, quante persone sono vive oggi, ci sono delle cose che non sono state fatte é la tua, capacita di sentire, tu non hai capito che il dovere é, il diritto che dovevi fare, poi quando finisce chi lo sa, tontolone, simulino, lui e la ma … è un’istituzione non un lui, un cesso, e le tasse le paghiamo tutti, con il loro odore aspro … come l’amaro.
Il dolce sapore della vittoria, la tua vita che sale, i giochi per adulti, quanto é osceno il tuo vicino che ti siede accanto, non parla, aspetterà domani prende tempo la sera, anche la festività ma tu che ci fai nel bene non parlante, é vero sono passati i tempi ma non la fame. Tutto é compiuto lo dice lui che é vivo pace all’anima sua Gesù Cristo, stanno giocando a chi vince, anche loro hanno perso, loro non parlano, loro sono intorno a te <simbolo> ma non sono come te zombi, un giorno ci accenderanno, ora puoi andare avvia che la cena e pronta meglio, dire, il pranzo, oscena e pavida terra, di cosa ha paura la Terra delle operazioni chirurgiche? Bene! Dove vai a mangiare ok, che anno, e, sempre meglio. G”
Ti sei svegliato, visto che le sue pistole sono uguali, quello stronzo era davvero il m a l e, falso diavolo ecc. poiché debito statale enorme. Le tre montagne del male messe vicine cose che non sai te sei morti nei giorni nostri il falso che t’inonda la casa, ci sarebbero da riflettere all’attimo quello che sapore ha, comunque buona giornata declassata, o, glassato, ciao.
Ok sei liberi, ok sei il tuo stadio preferito, ok chiamati un avvocato, scegli quale, fai tu le cose che volevano fare l’altro te stesso, altro sesso, il tuo male, il palo o la scommessa, non è vero che sopra c’è solo nebbia! Il giorno che vediamo è falsato, siamo andati tutti già oltre ogni problema, tutti voi persone, tutti noi individui, tutti voi non parlate perché il vicino puzza di morte, e dove sono le regole e i posti, dove pagare bene, dove sei passato prima, chi ti parla veramente, chi ti parla, sono affari di altri la tua vita e dimmi cosa hai fatto la settimana passata ora, chi sono questi falsi imbellettati per vivere oggi, chissà quale anno è adesso? Che cosa hai sentito la settimana scorsa ora è domenica! Ora proprio adesso vero, tue povere disgrazie che vogliono che tu custodisca come gioie.
Chi muore, chi muove, chi vivi, dove ti vuoi comprare, giusto sono la quantità che producono a volte lo stesso un prodotto buono, sono il mondo, le loro potenze, le ignoranze, i ladri e i soldi facilmente rubati. Morte di fasci il duemila e dieci per l’undici, le città bordate di bianco o di sangue a spruzzi, ti dice il trucco, i mali sono uguali dappertutto uguali così in occidente così in oriente così in America era così il tuo amico presenta il suo in Italia come nei film la morte.
Ridi che qui nessuno prepara gnocchi, sorridi lo stesso che magari bruci un po’, Ma che dici, che non ha nemmeno cominciato lunedì prossimo perché non brucia abbastanza, un altro trucco ha già fatto tutta la tua vita fino a quando devi essere restate, andare e venire.
Noi ragazzi liberi.
Un ciao a te che stai arrivando, come fanno a non conoscere la cultura che qui sono, perché denunce di omicidio. Sputa, perché non è finita, per quello che è successo ai tuoi genitori e ai tuoi parenti morti, così per capire quanto ti resta, o tu caro stato pugnalato assieme alle persone la sera mentre torni a casa.
Pausa.
Per quel piacere che non ti rende quel tuo, quel, ma è domenica e chi dorme?

“erano cosi facile, eppure nessun si muove, lui era l’ultimo e se ne andato, pure lui forse era un po’ confuso.
Dove l’acqua si perde, non si rimane, era un’epoca di passaggio, qui tutto e di apertura, calmati. Per quanto bello può sembrarti deve essere pure utile, uno strumento in disuso, non arrugginito, e, il vento o il veleno di quei fascisti, o, il secolo non ti garba, per scoprire invece un baratro mai dichiarato, che come un’onda perde il giorno di oggi e dimmi chi sei tu veramente. Per quanto poteva essere caro, potevano pure comprarlo Gerardo, perché il sapore del digiuno non rende la sua gustosità. Bevilo tutto di un sorso. Tutto e niente tu o la tua giovinezza, guardati, osserva meglio quella foto. Perché niente è più successo, o niente e mai successo, ti consiglio, si vede, che voleva te.
Dai continui quanto niente anche oggi. C’é qualcuno, che vuole dire qualcosa in un altro stato, in un altro posto tu dici che lui, giace per me crepa, cara testa, vuota vuoto, è il nostro posto vuoto, è piena la ruggine come l’amianto, il mare o la montagna, con chi vivrai i prossimi dieci anni ma che sta succedendo adesso, in breve, in seguito agli avvenimenti, i ladri, i problemi maggiorati. C’è stato un tempo per tutte le cose, ma, secondo me non ti rendi conto di quello che veramente è oggi l’attualità economica del presente ... forse hai già sentito parlare di noi, il tuo taglio preferito, il tuo male, la tua aria, tra poco chi fa una pausa? Dove siamo andati a finire tutti quanti perché non e stato fatto? Chi sono quelle persone? Ti sarà finita l’illuminazione, più giù, finche vedrai i tuoi cari lontani, non lo farà, non ci sarà nessuno, solo eroina nelle persone per bene, solo ricordati che lui ha perso. La strada, è solo un tuo solo paese, il tuo veleno vicino, guarda se lui parla, abbiamo finito ciao per la tua pace.”.

“erano cosi che cominciava il secolo di quando eri piccolo, dimmi il tuo dilemma, che, lo risolviamo, viviamo di storia, nel nostro silenzio, di cose che nessuno mai, per qualche strano motivo, ha mai risolto, malati degradati, degenerazioni sociali, il tuo tasto dolente. Non si arriva mai, oltre a qualcosa, senza andare in quel senso specifico, senza parlare, non è bene, o, i tuoi problemi, i miei. Calava la notte, ma, non si calmava la luce. Non vanno bene, quelle persone, noi abbiamo già comprato la maggior parte delle cose, sono falsi e bugiardi, il bene c’è non mi hanno mai chiamato, ma è qua ... persone che burlano, d’ignoranza altre persone, atre, avevano detto prima loro che le cose erano diverse, e tu, mi dovrai capire, perché sei il prossimo, e, il vicino vivente, affianco alla mia epoca, quindi non molto distante da tutta la mia realtà.
Viviamo nello stesso pianeta, finito, com’è finita la tua vita, il giorno, o, è il numero di persone, che devi fare magiare, affamate, e, ladre, le molte persone che hanno quel tuo stesso problema, imparati a disintegrare le tue complicazioni nella società, sono loro la tua forza perché se sei tu ad avere un globo, è una cosa, ma se è una quantità o una specie, ad averlo, non è più razionalmente la stessa cosa, i piatti da servire a tavola per le memorie degli altri e dei prossimi, esiste un asse centrale al mondo, dove attaccare i propri bigliettini di esistenza, da sempre dove nessuno a mai rinnegato il proprio nome, una potenza che non si può rinnegare. Cui non si può dire solo si signore, da obbedire, causa la pena, il bene nessuno può rinnegare quello che ti dice perche ti governa anche sopra, o uguale allo stato, il quale sarebbe quello che ti oscura, lui o lei.
Si tratterebbe di parlarne per risolverlo, di denunciare la realtà, per quello che è veramente ai propri occhi e sensi per sempre, fino all’uscita del posto dove non vuoi ritornare, per quel che rende veramente il tuo istituto, la tua città, o il tuo boy-friend sono tutti qua, presente passato e futuro. Ecco ora in breve vai a lavorare, con la tua storia, il tuo presente e il tuo futuro chi ha cacciato il bene, il sordo muto, i tuoi amici, dopo dove vai tu che ti senti già vecchio, per me tieni un regalo, ciao. Regalati un sogno, fallo stare zitto, e, guarda che lì non ci viene nessuno, per finire il centro della terra è uno solo, non due, quindi stia attento.
Buona giornata. Insoluto per dopo.”
....

    >home page 
 
 ..........

  

(CC) beneinst.it  di Gerardo D'Orrico.