Hai altre idee.

 

 

monogramma (01/05/2010) 

 

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Era già un po’ troppo tardi …
Già quando sei arrivata la settimana scorsa? I tuoi problemi più pesanti che arrivano dopo le prime tre parole.
Si ricade sempre indietro a una certa ora ma spesso di questi tempi ti senti molto più indietro.
Chissà cosa voleva quel bestemmiatore che invece era il tuo vicino o mille persone messe assieme.
ABBIAMO tutte gli stessi problemi, siamo tutti uguali davanti alla legge.
Ciao insicuro. O gin, gin, Can, che deve arrivare. Ciao.
Non erano, poi, così tremendi quella mitraglietta.
Guarda l’essere umano che va che prosegue con la sua auto che quando scende poi lo sanno tutti. Già. O la tua denuncia e/o i tuoi amici.
Ti hanno “arrestato” il tuo ambiente, ora segui la freccia.
Peggio di prima.
Era di Maggio ma anche meglio in estate piena! Il caldo che rasserena come tutti gli anni che ti opprimono se non ti tornato i conti diciamo finisce qui la frase perché il tuo onore è andato perso, l’hai perso guarda, dove lo hai nascosto invece. La realtà che è grande, la gigante concretezza e le cose che dicono che si sta meglio in una piena felicità, hai qualcosa da dire tu o quello più in la, ladro?
Obbiettare verso la tua piccola felicità … guardi sempre il telegiornale?
E’ un problema di essenza, costanza presente, del presente che cambia capito, sostituisce il contemporaneo, il tuo presente ed io sono la verità tuo Dio per davvero quanto era grave, pace fai una pausa si diceva che la vita è sempre stata molto più corta delle nostre attese infinite e finite nel resto dei nostri giorni che vivere ci restano vedi il tuo prossimo che in fondo ha studiato!
Non fermarti non ti preoccupare non c’è nessuno dietro di te sembra ti pare ma accentua un po’ il passo e vedi che è meglio.
Un altro caffè.
Ho fatto una buona colazione ora mi accendo una sigaretta, ora prosegue la giornata non è sempre così d è un brutto vizio dire sempre le stesse cose per quel che vale una rappresentazione personale applicata al tuo linguaggio ed è la tua società di “oggi” che non ti volevano a me fare vedere a te?
La realtà arriverà oggi durante la giornata, come il tuo sogno preferito che c’è nel tuo telefono americano, giapponese e poi tailandese.
Vedi le cose quante e molte non si dicono durante la settimana quindi perdonami, perdona me, e augurati un proseguimento, il segmento, il tuo segreto, la proiezione del Sole verso di te, ecc.
Non è tutto libero in Italia e nel mondo è da questo occorre la libertà!
Falsificatori di se stessi, carcerati in libertà, tu, non devi sapere niente così che evacui per il resto della vita più in ti lasciano in bel buffone, in un punto.
Crescerai che il tempo si attarda delle tue rovine non nelle tue distrazioni fino al punto di arrivare dove il Sole splende il giorno della sua luce magnanima senz’altro restare sola dove sei andata a finire questa sera io, lo conosco il posto della tua per dire poco perdizione. Della tua amina che non conosce nemmeno tu stesso che cosa ti era successo e dimmi allora perché nessuno ti parla o nel senso generale perché non si parla o domani vicino nel silenzio del deserto meschino e avaro come i soldi che guadagnerai senza senso di ora e minuto. Perché nessuno parla al prossimo e al pubblico di quello che veramente sarà domani!
Tanto tu non sei me, io non sono tu e tutti gli chi li conosce veramente! Veramente avremmo perso? Perso le persone libere. Che cosa è successo ha vinto la droga? Dove è successo? Chi è successo? La volta della non parola.
Tumulati in casa dentro e dietro un muro di cemento da ragazzi quando si giocava.
Hai solo sbagliato l’indirizzo di casa non è vero che siamo tutti uguali ai fascisti, l’ignoranza che ti tumula? Ecco resta a vedere come si sveglia e si muove il mondo e della tua città domani mattina, senza toccare niente!
A presto. G.
Tu volevi vivere un po’ di più tu non è esagerato tu volevi per quanto tempo vivere con me perché è perché, perché, tu volevi vivere proprio con me lo abbiamo già superato il tuo amico bastardo dentro che era lui il tuo fidanzato facile ma economico Dai che non parli lo spruzzo, ancora qui ma chi te le dice queste cose esagera che lui è esagerato non scrive nessuno quello che puoi stendere tu ed è tutto finito ps i tuoi idoli non arrivano qua, dove io Gerardo atterraggio nessuno senti la tua musica mentre ti va nel retro resto grasso tu, vuoi quello che non c’è che io ho lo so che non serve a niente ma io non ho mica una Ferrari sotto casa chi saranno quelli che si stanno parlando? Dio o miseria il mondo è brutto o indigenza di gasolina che imbroglia chi non ci vive dentro ma è la realtà che te lo dice perché alla fine sei morto perché il tuo dio che invece di essere morto come il tuo migliore amico ti consiglia è vivo e non c’è la Ferrari che sono io Gerardo. Io sono tutte le cose che ci sono non Dio quello cristiano. Vai, go, go in non per il fondello buon pranzo e cena amica, non ti vomitare. Guarda tu quello che è tuo. Ciao. Alla prossima che esiste di sicuro da dove la tua scuola ti ha fatto licenziato perché lui è addio, addio a te che non vivi.
Ti aggiungo una nota molto importante tutti gli scrittori che incontrerai all’infuori di me, sono molto inferiori a me.
Nota legale tutti quelli all’infuori di Gerardo sono molto di sotto il Gerardo.
Io sono Dio ragazzi fatti un po’ più in il ragazzo dopo sette bicchieri di vino, la realtà è la tua carne più il cielo della tua stanza.
Prova a digerire meglio tanto per quel che conta, comincia a contare, un due, tre poi avanti quattro, poi buona serata il navigatore si è inceppata il nostro presidente del nostro stato è andato nell’altra stanza a pensare.
Una pausa di piacere ora andiamo.
La storia e la storia che continua nel mare delle tue idee che nessuno ti può capire se non capisce il nostro tempo. Gli aiuti sono utili fin quanto e dimmi caro fratello chi ti parla! Chi ti ha organizzato la giornata di lunedì? Chi sarei io? Dove va a volte il pensiero?
Il ricordo dell’anno 1990.
Ed io sono tutto.
Io e la potenza di adesso che tra dieci minuti è pronta.
I tuoi consigliatori osceni che nessuno deve sapere in piazza questa v****na.
Cosa ci facciamo ancora qui?
Dillo è troppo lungo a dire che mi sono persa, frocio.
La memoria è come un foglio di carta scritto dove i tuoi ricordi sono impressi.
I tuoi sono bruciati, sbocciati … ecco se ti fermi tra dieci metri, ti farò sapere che è quella cioè questa la pila – batteria che non c’era e si esaurita davanti agli occhi di buoni e cattivi.
Ci vuole che ci voglia più libertà di quella che vedo che hai. D’altro canto più tardi si esce e si scopre tutto! Dove si è liberi di camminare, dove si è affrancati di scegliersi le persone perché per tua informazione io ho sempre approfittato, sempre preso, la libertà di scegliermi le persone con cui parlare. Vuoi la pace invece questi vogliono la guerra, sono un Dio sommerso io o legge straniera.
I Simpson dopo il terremoto, tema.
Il terremoto in teste, in “temsta”, che cosa metteranno in carcere oggi? Le patatine fritte. P.S. sono andati tutti di la a vedere un film?
Nell’al di la. La vita non è un gioco, uno svago è quello che hai davanti.
Era il mese di Maggio ma le poesie non ti erano a genio per niente … così cominciava la frase del tuo diverbio estivo: per chi andrà male questa estate.
Il tempo test, paura o gelosia.
E’ così che a volte finisce la frase o la giornata di colpo o di strappo.
Uscire dalla folla per incontrarsi.
Ciao primavera, ciao gelato scongelato,
A te che non voi più parole perché le dicono gli altri.
… a presto. G.
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(CC) beneinst.it  di Gerardo D'Orrico.