Giustificazioni reali.

 

 

Luglio per dire (02/07/2011) 

 

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Quando il Sole se ne va, capito? il Sole cammina per la sua strada è tu resti, avanzi li fermo a guardare il resto, quando ti è successo, è cosa vuoi il successo del tuo autore preferito, è quando ti è rimasto in testa l’istinto a non morire. Quante macerie per le strade delle tue città, quando oro per comprare l’aria, quante persone in stato di stolti, quanti lavori non fatti, per la luce del giorno della domenica, o di festa, per rinnegare il Dio cristiano. Vedi quanto non scherzavano quei falsi, oggetti chiaro, che, volevano essere loro i Demoni, puzzano il mondo, dove non può dire perché è troppo non dichiarato, da essere troppo osceno per dire, per parlare, tu non devi guardare davanti cosa ti è successo, maiali per le strade, oggetti, falsi, osceno al di poco, si dice, si verga, caro cancellato, su potere all’infinito che luccica sopra una montagna, di agito e di mer… appigliami “tu lo sai”.
Ecco capiscimi se parli, lo vedi, sono delle pareti che ti cadono addosso da parte delle mura della tua città. Di cose che governano e non spariscono, che sono già pagate per il giorno di oggi e domani, tutto solo per non ridere della nostra vera vita, che poi muore tra le altre cose sono anche zombi le vostre unite.
Lo devi sapere, certo che lo sei debitore sapere. Ciao.
Il mondo si era già perso, perduto lo iodio e le altre cose che devono essere dimenticate per sempre scordare la rovina, lingua tagliente non si dimenticano i propri debiti chissà com’è profonda la tua città stasera, ridi, è falsa, è già passata, sei morto o cosa? Vede c’è troppo da fare un altro giorno per dire non parlano le persone del tuo come si chiamerà il posto della tua città. Dicono di vivere nel bene ma sono profondamente nel male, noi <qui>, qui, come il bene della Francia (vivono le persone nel ricordo che io sono vivo), hai capito, nel Bene, vediamo solo formiche, e persone che poi moriranno di malattie, e pesti e bombe atomiche noi non tu che morirai assieme alla fine del mondo che invece è già successa dalla quale tu dovrai morire appresso. Noi siamo pochi eternamente nati, sempre solo noi vivi da due milioni di secoli, d’altro canto è la realtà noi, siamo secoli tu sei secondi, sempre così è stato devi abituarti attento non “Hobbit”, gobbi, JA! Sempre così sarà, come Sara JA no, tu non vivi! Se vuoi, prendi l’autobus che piango, e torna a casa, dove c’è scritto che tu muori perché io piango? Dei promo? che vuoi la vita non è un promo, la vita non la bevi perché l’estero è all’esterno ma qualcuno ride, perché? il giorno di oggi ancora ride tu sei, non di ridi, non di spaghetti, non ci sei in una stanza super protetta dagli odori dell’inquinamento.
Dice che si lascia. Dice che si è lasciati non sa più cosa dire. Se lo passi con un ago, ogni abitante della terra, con chi stai parlando, è il tuo parassita, ancora è lì che respira, non dire per favore, al tuo presente perché non siamo morti, non lo capisci perché lo hanno sparato, ed c’è, quel che brucia della sua vita, sulla sua benzina, sulla vita della sua benzina. Di chi muore, è di chi deve essere bruciato, no, non te lo dice nessuno: deve essere bruciato con della benzina. Venti euro per realizzargli, perché sono schifosi, quelli che ti presenti davanti, perché non era solo un film, perché tu uscivi dalla sala, viva, da qualche tempo. Prego, essere, che prosegui, come le patate per … X.
Già finito, vedi cos’è un nastro di energia elettrica, una capsula di luce blu che ti rimane in mente.
Quali caramelle hai in tasca? ridi? meglio di no. Ciao!
Era il giorno di Pasqua, quando ti sei svegliato tu.
Quello che ti mancava non lo sapevi quanto il colore della gioventù che passa meglio lei che il giorno di festa, caspita sconvolgente questa gente famiglia società dice ^ si rigirano, non sanno con chi parlano, loro i vermi, ma ti garantisco che pagano perché (pesci). Tra di noi era la legge, quello che cercavano tutte le persone di questa nazione e sono io la persona (pesca). Tra l’innumerevole unita della nostra città e poi non si capisce cosa vuoi cosa ci fai qui cosa gradivano tutti ... tra un po’ il Sole calerà e niente, caro diario, mio quaderno, sei il mondo intero, tu e chi ti vuole leggere, per capire dove e finita la propria esistenza personale dove sono i soldi e le amicizie, ecco caro lettore questo era il tuo stato. Il tuo bene in queste poche righe ti ha parlato per tutti i tuoi bisogni con le tasse che hai pagato, dichiariamoci la verità, nessuno manifesta la verità … vedi comprendimi “Tu lo sai”, affermare la verità anche con il corpo … per questo è una guerra comune quello che hai trovato sul comodino questa mattina, il tuo <a>.
Il silenzio non dice nulla, sia bene inteso, meglio parlare sinceramente, nessun atto ti costringe se non un fatto, tipo, dove lo vuoi trovare, dove ti sembra che si trova la pendenza giusta e in più cosa ti ha detto quello? Più del denaro nero? Un discorso corridoio, lobotomia o cancellazione parziale o totale della memoria, il verbo non vive nel successo televisivo ultimamente cioè io, non ti preoccupare che non impazzirò, quanto è lontano il mondo, peggio che andare a tentativi, un frutto, un bacio, un pomeriggio. G
Persone che non hanno mai voluto ascoltare la storia, si scrive lo stesso.
Buon viaggio, morente, crescente, insetto, guardami nessuno ti parla, nessuno vive nella tua città perché non si può camminare saltando per due metri sopra la testa per tutto il tragitto, poi tutti parliamo male perché ti taglia un blasfemo JA, perché è lui male, come un’estate tempi millenovecentosettanta questa dell’anno duemila e undici in quanto è anche sbagliato scrivere l’anno. Dio ci perdonerà, ci sentiamo più in la, a più tardi ….

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