| | Quando comincia, cosi inizia si intraprende, prosegue dove nessuno l’hai mai visto. Sai perché, perché il fascismo cosi lo vuole, continua, è quello che non mai detto o nessuno dice. Però oggi, guarda l’orologio, alle quattordici, ti senti, si ti senti, vicino, (ViCiNo) come allora, (AlLoRa), che si fa, cuoi mettere dei puntini a posto di che si fa. Hai dei dubbi o qualcosa di più pesante, vicino, cosa, delle zecche, in coro chi lascia la vita oggi pomeriggio. La vicinanza è la posizione, chi ha voglia, cosa sarà successo in quel lontano posto … che sono io o tu qui sotto, e dimmi, i tuoi autori preferiti alla fine erano froci? Vuoi chiamarmi che annerisce questa estate, che arriva, è dico questa. Quanto era in basso questo posto?! non lo vedevi nemmeno, una medaglia, piccolo e misero con occupazioni, illegale al quanto per la maggiore, cosi é rimasto fin quanto sarai vecchio. Ciao! sono qui anche io come vedi, ma la sua importanza, é semplicemente e per sempre, tutto. Un po’ come le lancette del tuo orologio, in questo stato, pieno di illegale, al Sole, di oggi prima dell’ estate, per finire, sai, duemilaundici come un numero da giocare al lotto, ma, per sempre tutto per tutti i gusti, non morire! Ma tu chi sei, lottizzato paesano mio a presto! Ho capito lo vuoi più grande, come si dicono queste cose, sono illegali le persone per tua saputa, sembra ti sembra caro illegale, ma, non hanno un piacere terrestre quelle persone, del dimentico, li in fondo, che saranno un 37 milioni di unità... Forse la paura di fare i palazzi troppo alti caro governo indiziato, vuoi continuare ti hanno intimidito o altro rivolgiti a, eme, e, già da lui, esso colui il tale, per meglio quello della altro giorno, illustre illustrissimo dottore di questa piccola Italia, come un altra nazione ti saluta quello di prima quello pinocchio, pinocchio, ancora sei vivo, ma che dici, ancora sei vivo, ma, sto arrivando adesso, cioè arrivo dove eri andato a finire nella lavatrice, o eri, trasferito in un lager la settimana scorsa, prego duemilaundici l’anno, che differenza di età c’ è tra me e te, erano i non ospiti mali, la popolazione dell’inferno da trasferire, cioè, si erano portato tutto via, per conto loro! :) Chiamami, ora corri, cosi sappiamo che siamo vivi, ti senti sola? Sei sposata o fidanzata, ecco questo é il pomeriggio, ecco quelli vicini a te, sono i tuoi problemi che folla, quanta gente, quanti errori fanno queste persone, ti ricordo che la vita non tradisce come un filo di maccheroni, dopo tutti gli studi aperti nella tua nazione, sarà pure difficile ma vedrai che é semplice, come é già cominciata, come già tutti sanno, la freccia prego in un giorno cosi economico, chissà si continua verso l’estate. Non é vero i problemi sono tuoi, é vicini, é vicini, come ti sposti cioè ti allontani da loro, se ne dovrebbero andare, ti sto scrivendo ma tu oggi lo guardi quell’oggetto del tuo amico, dal vivo, ma di cosa ti impicci si chiama lui, o il male, cioè il vuoto, cioè non parla con nessuno, tanto é impicciato, delle cose sapessi, al giorno d’oggi, tu che sei già andata via, tu sei andata via, da oggi, perché eri un numero importante, come quantità e ti hanno spostato, spostano tutto quelle persone anche le città e i parenti, gli amici, quello che non gli serve, ecco vedi che é utile leggere gli scritti di Gerardo? Quando mai é successo quando mai ... lasciamoli andare hanno molti problemi reali non lo sai di realtà come materia, ti hanno sentito dire qualche parola voliamo via, corri che tra poco il pranzo é servito o hai già mangiato dai continuiamo tanto non fanno nulla ti hanno preso(/a) per pazzo(/a). Soffri di male, duoli di male calmo, hanno sbagliato la persona in errore ti hanno preso per un altro, facciamo una pausa per il caffè. “Tra te e me c’è di mezzo il mare come non te lo detto mai é un altro gioco di potere tra te e l’infinito, chi vuoi me o il tuo lavoro, il mare e altro, altro ancora non ti preoccupare che t’interessa sei vivo, il resto lo sai tu. Mangia dice quell’animale di maestro il primo della classe non lo mangi, che é lui il primo della classe, e dimmi quale atto d’iracondia stai vivendo. Senza di te, in questo giorno. Senza il premio in soldi liquidi che ti serve per comprare, lo strumento per capire e ridere delle questioni giornaliere di questo duemilaundici, Franco.” Cara terra della Calabria sorridi che il tuo Sole ti ha salvato dai bui meandri dell’inferno, buon fine settimana di maggio. Palloni gonfiati, eme, scusa, i tuoi ricordi più forti sono vividi, si parlava di altro, che vuoi il bene, è di quanto è lontana casa tua dal posto, dove lavori. Un sogno dire le parole, per quello che ti fanno dire, anche, dove sei andata, ancora pensi ai posti terrestri come posti in cui perdersi, bambina, o più che altro hai quindici anni? Non é morto é paralizzato, bene andiamo tutti a uscire, sbrigati se no si fredda, lascia pure la tazza del caffè a meta. Noi vogliamo un secolo di luce per questo duemila successivo a tutte le epoche precedenti. Di quanto è lontano questo duemilaundici. Dove sei andata!? dove sei stata :). C’è un posto, li, li, si descrivono gli atti, e le proposte, ho pure io fretta, un grande abbraccio. Freddo. Ciao.. | |