future song (poesia).

 

 

lettera (14/09/2007) 

 

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Per capire il b…e bisogna essere iscritti cioè bisogna essere vivi e essere svegli cioè non dormenti nel sonno tutto comincia con cioè la rivista.
MI SORPRENDO APRENDO GLI OCCHI a volte ritrovandomi nel futuro che è oggi guardando la tecnologia che mi trovo e pensando che il futuro davvero arriva:
quello per cui si combatte vince di sicuro i primo problema resta sempre riuscire a restarci anche noi corporalmente per vederlo.
Tutto è finito cosi comincia la teoria di una vita migliore e quindi impacchettabile e consumabile perché noi siamo finiti e compiuti disegni e teorie che impressionano il nostro giorno, come, disegni primitivi che hanno dato l’inizio e che sono traccia di questa teoria
che porta al futuro come una porta che elimina il tempo, e, apre la mente all’attimo senza percezione di dolore.
Non davvero succede il b…e ma come un sogno si realizza l’immagine del tuo sogno:
senza tempo si apre la storia senza invidie o m…i di sorta.
Trovare un linguaggio comune è la base del discorso che si esplica nelle realtà più o meno pelose:
il ricordo di avere avuto degli antenati.
L?Arte non è sofferenza parte dalla liberazione a dopo perché soffrire il fastidio.
Non mi è mai stato a genio nessun problema per cominciare le complicazioni sono un disastro, abbiamo fatto tutto quello che era necessario, almeno una volta al giorno se poi per abitudine ti pulisci, e vivi nel 2007 potrai avere fiducia investirai, non ingannarti, con quella che ‘ roba è vero che libera.
Quando l’acqua sarà finita mi metterò in aspettativa.
Non soffrire per niente, non ti manca niente, e, solo, un illusione blasfema del mondo hai fatto tutto.
QUELLO CHE DEVI FARE SI CHIAMA FUTURO.
Il tuo futuro da vivere, che deve arrivare, e che farai, che ti vogliono togliere, cioè ti vogliono fare morire; tu al posto loro quante guerre poi pace non esiste un cronometro per capire da quanto, è stato e non sarà non è mai, per loro non avere è ancora morte.
I problemi sono linee di morte. Parole che non si possono dire sono la morte, del pensiero posti dove ti fanno stare e non puoi dirlo perché tanto nessuno ti crederà vedi che di colpo, vedi chi è il male il dove nessuno può dire di essere stato li è il male.
NON esistono posti dove si è stato, che non si possono dire in legge cosi la legge vincerà e noi se ci saremo.
La fine è l’inizio ? G-..
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