Divieto cipressi.

 

 

Il movimento delle noie (12/12/2011) 

 

>indice lettere   
.....
.....
 

C’era un ragazzo che anni ora sono, si divertiva a passare il tempo tra giochi e uscite serali in città. Il momento era buono per le varie attività intellettuali e sociali. Amichevole era l’aria non sospettava nulla del tempo, doveva arrivare, e, le tempeste, gli anni, passata la sua gioventù gli avevano programmato, per il suo onore, da proseguire senza sosta. Perché la tenacia e la virtù non sono regole da lasciare mai, perché lo specchio oculare del passato, deve vedere la sua fine in fondo all’inizio. Le amicizie come tutti, negli anni adolescenti, sono molte e poi si riducono a poche. Colpa delle intemperie, il falso, del gioco, del denaro a prendere. Per non ridere come sempre, per i molti impegni che ognuno si prende, rideva sempre mentre gli altri parlavano, e, capiva cose che nessuno faceva. Come si dice nel nostro periodo: un destino glorioso bruciato per un male. Dieci anni come un secolo, gli studi e/o l’amore, chissà cosa succederà da grande. Non andava mai a scuola, preferiva camminare in giro per la città, realizzando sempre nuove scoperte. Come se fosse già laureato, in giro tra i negozi, sempre e costantemente pieni di novità, sapendo da sempre la realtà prossima agli studi, quella del lavoro, nella sua monotona vittoria, collegando anche all’idea della luce che a lui non piaceva molto poiché legata a un presentimento fascista. Alle giornate nei parchi e nelle strade all’aria aperta, per prendere spazio pulito che non c’era nell’istituto in cui studiava. A volte rimane solo l’istinto, da ricordare, a scuola l’unico da seguire, più delle lezioni per trovarsi veramente avanti, d’altro canto bisogna premere sull’acceleratore col proprio piede, per procedere. Alla fine di sette anni di studio si diploma, la vita è un carnevale, poiché voleva ancora spiegazioni, non poteva continuare con gli studi, nel tempo osceno e fascista, dall’epoca del duemila millennio moderno.
Perché il tempo qui si guardava, di lato, senza i pali, al fianco è la legge era, lui non c’era nei palazzi di Stato. In effetti cloaca, la storia che un signore già aveva raccontato, ma ormai morto, lui, e senza la sua presenza doveva continuare. Un periodo un po’ strano, falsificato e arbitrario, per cui non si può concepire ricordare, non si può dimenticare il vicino passato. Chi vuole sapere troppo in questo secolo è tagliato, pertanto si è diplomato ed ha proceduto per due strade, gli studi, ma non c’è stato verso di modificare il corso della storia moderna italiana. Si vede che quei signori che tanto parlavano in realtà avevano fatto un po’ troppo presto, come cottura mentale, così per avvicinarci alla storia momentanea vera.
Lui a un altro: perché ti avvicini così in questo giorno? la vita è sempre continuata, ininterrottamente esistenza, perché non si cambiano i connotati continuativamente. Fatto il servizio militare, una vera avventura emozionante, poi, le persone, pian piano sono passate sotto il ponte, assieme all’acqua del fiume così indifferentemente, come scrive lo scrittore nelle sue favole per Natale.
In cerca di amicizie resta, perché la luce del Sole richiede novità di ogni genere in questo inizio millennio duemila ormai, di rinnovo, in resto della sua vita preferisce farlo rimanere nascosto, forse affinché ancora da completare e da finire su questa Terra che presceglie essere bagnata d’inverno e arsa d’estate, chissà per quanto tempo ancora.

...
* per la traduzione internazionale scegli la tua lingua in home page e poi clicca qui.
.....        
italiano inglese  
.....       >home page 

 
  ..........

  

(CC) beneinst.it  di Gerardo D'Orrico.