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C’era un ragazzo che anni
ora sono, si divertiva a passare il tempo tra giochi e uscite
serali in città. Il momento era buono per le varie attività
intellettuali e sociali. Amichevole era l’aria non sospettava
nulla del tempo, doveva arrivare, e, le tempeste, gli anni,
passata la sua gioventù gli avevano programmato, per il suo
onore, da proseguire senza sosta. Perché la tenacia e la virtù
non sono regole da lasciare mai, perché lo specchio oculare del
passato, deve vedere la sua fine in fondo all’inizio. Le
amicizie come tutti, negli anni adolescenti, sono molte e poi si
riducono a poche. Colpa delle intemperie, il falso, del gioco,
del denaro a prendere. Per non ridere come sempre, per i molti
impegni che ognuno si prende, rideva sempre mentre gli altri
parlavano, e, capiva cose che nessuno faceva. Come si dice nel
nostro periodo: un destino glorioso bruciato per un male. Dieci
anni come un secolo, gli studi e/o l’amore, chissà cosa
succederà da grande. Non andava mai a scuola, preferiva
camminare in giro per la città, realizzando sempre nuove
scoperte. Come se fosse già laureato, in giro tra i negozi,
sempre e costantemente pieni di novità, sapendo da sempre la
realtà prossima agli studi, quella del lavoro, nella sua
monotona vittoria, collegando anche all’idea della luce che a
lui non piaceva molto poiché legata a un presentimento fascista.
Alle giornate nei parchi e nelle strade all’aria aperta, per
prendere spazio pulito che non c’era nell’istituto in cui
studiava. A volte rimane solo l’istinto, da ricordare, a scuola
l’unico da seguire, più delle lezioni per trovarsi veramente
avanti, d’altro canto bisogna premere sull’acceleratore col
proprio piede, per procedere. Alla fine di sette anni di studio
si diploma, la vita è un carnevale, poiché voleva ancora
spiegazioni, non poteva continuare con gli studi, nel tempo
osceno e fascista, dall’epoca del duemila millennio moderno.
Perché il tempo qui si guardava, di lato, senza i pali, al
fianco è la legge era, lui non c’era nei palazzi di Stato. In
effetti cloaca, la storia che un signore già aveva raccontato,
ma ormai morto, lui, e senza la sua presenza doveva continuare.
Un periodo un po’ strano, falsificato e arbitrario, per cui non
si può concepire ricordare, non si può dimenticare il vicino
passato. Chi vuole sapere troppo in questo secolo è tagliato,
pertanto si è diplomato ed ha proceduto per due strade, gli
studi, ma non c’è stato verso di modificare il corso della
storia moderna italiana. Si vede che quei signori che tanto
parlavano in realtà avevano fatto un po’ troppo presto, come
cottura mentale, così per avvicinarci alla storia momentanea
vera.
Lui a un altro: perché ti avvicini così in questo giorno? la
vita è sempre continuata, ininterrottamente esistenza, perché
non si cambiano i connotati continuativamente. Fatto il servizio
militare, una vera avventura emozionante, poi, le persone, pian
piano sono passate sotto il ponte, assieme all’acqua del fiume
così indifferentemente, come scrive lo scrittore nelle sue
favole per Natale.
In cerca di amicizie resta, perché la luce del Sole richiede
novità di ogni genere in questo inizio millennio duemila ormai,
di rinnovo, in resto della sua vita preferisce farlo rimanere
nascosto, forse affinché ancora da completare e da finire su
questa Terra che presceglie essere bagnata d’inverno e arsa
d’estate, chissà per quanto tempo ancora.
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