è una sconvolgente crisi d'identità.

 

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lettera (31/10/2008) 

 

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Che cosa vuoi che ti dica è un problema quotidiano, una ricerca, dove non perdere ma ritrovare l’esistenza e l’essere. Essere tu, essere io. La certezza che è vera. Gli altri si arrivano a osservare gli oggetti.
Da dove si caccia il vuoto. Studi di matematica. Studi d’informatica, religione e amore.
Il tetto. Oltre il vuoto.
La mia teoria è la dichiarazione.
E’ domenica mattina 5 ottobre 2008 sono in albergo a Roma in centro via Aurelia antica. Sembra già ora di cambiarsi e lavarsi. Ti prego non guardare quelle macchie di sporco che sono fuori dalla finestra assieme ai palazzi che non sono case ma ricordi del tempo che è passato di una civiltà che a “lavorato”.
Quando torno, ti parlerò della gente che ha sbagliato se vuoi. Non si torna indietro. Ci sono molti percoli e non si gioca con cose o persone che non conosci. La profondità prima della superficie. Sembra facile.
Che cosa vuoi che ti dica non è un modo per offendere. Offendere non è male. Pazzo e pozzo.
Ritorniamo e noi e le persone che non lo sanno che poi sono traditi non falliti di la sai dove prolifera il male per essere concreti ma sono persone maltrattate in fondo del fondo dove non c’è più niente che non si può sapere qual è il fondo e che non finisce che solo in una soluzione crudele.
Non si torna indietro, non è vero che non si farà più nulla che i ragazzi sono froci. Significa, andare indietro, che poi lo facciamo più tardi.
Ciao Augurami una buona giornata e uno spensierato ritorno.
Quante cose ci sono ancora da fare. Titolo.
Sembra notte invece è vero è proprio buio dopo di tutto ho da fare altre cose, cose che non sai perché non sei qui già è vero è tutto falso ma è vero che tutto è vero anche dove ti sei fermato il vero punto dove sei fermo. Dove non c’è più io e altre cose che ti hanno fatto in passato anche il bene che ti ha fatto. Il vuoto fa male quello che ti faceva male resta e dopo ti confezionerà male non si cancella tutto in questa città sembra ma non è vero e quello che resta sei tu che non è niente, ma tutto quello che ti puoi immaginare. Forse tu stai pensando a quello che si poteva dire sopra di quello che nessuno qui ha fatto che nessuno ti dice ho fa ma la normalità spiega tutto a quelli di dopo. Sono stato a Roma era molto meglio, lascia , lascia paesano che per sano sei. Quello che doveva essere è, quello che devi fare se non lo sai, te lo diranno se vai un po’ più in la. Non si può fare niente per quei soliti problemi perché ora sei stanco. La sporcizia e altro. Che cosa vuoi trovare in un mattone se non la libertà. Non si cade lì sotto senza una spiegazione. Dove vuoi che si agisca se non in una stanza. E’ sempre lo stesso non è vero cresce è lui che ti dice che è sempre così ma lui è il male e tu non lo sai oppure lui è il bene è tu non sai deciditi, è una guerra a non inserire quella siringa dentro una tua vena. Già tu qui è tutto limitato per tutto intendo tu e loro. Limitare non è brutto ma bello quello che hai visto fuori deve essere solo un ricordo e qui è pieno di persone che ti dicono che devi ampliare il tuo pensiero ad altri posti che contemporaneamente creano il tuo. C’è oltre e dopo. Quello che è il tuo passato crea su tutto i tutti il presente immaginario del posto dov’è che ti trovi le persone sono immagini del tuo ritorno a casa. Molte cose c’erano già molti imbrogli e per dire meglio bavagli perché se non capisci tornare indietro significa tornare i quei posti – idee dove ci sono quelle cose che erano brutte. Si può solo capire che il mondo non era di quelli che dopo lo sarà di chi sarà perché è loro e no n di quelli che si sono presentati stasera senza che lo vedi ma perché senti che non era così che invece è di quelli altri di cui anche tu fai parte ma che qui non ci sei. Fai pure una pausa che nessuno si offende che qui di tempo c’è né anche troppo. Anche perché non bastano i soliti momenti per vedere ma è quello che rimane. Sono, sei tu, ecc.
Non c’era niente di meglio di una bevanda fresca gassata quel giorno nel cui i giorni erano sereni e senza fine. Ricordi. Il tempo che passa vuole dire percorreva che è meglio non dire che non passa più che è come bestemmiare il nome di Dio andare verso quelle porte senza un permesso. Un’internet book shop. Si sparisce per strada se non stai attenta a dove non c’è. Roma ancora l’adoro ne sento l’odore, come una ninna nanna che fa dormire i bambini ma che mi è servita perché ho incontrato molte persone antiche o palazzi anche molto più antichi. Che la parola abbia inizio, già fosse facile liberarti senza pistola. I beni sono proprio quelli, ciao.
Vuoi sconvolgerti dell’essere o di quello che gli altri e quello che sono o non sono dove è andato a finire il tuo progetto se sei di sopra Roma. O è meglio guardare i tuoi che poi non sono tuoi palazzi delle città. Le rovine che vengono mangiate dagli uomini.
Dove va a parare l’essere moderno senza e che cosa ne sai tu, nella normalità esistono i problemi e si fanno delle associazioni come tutte le ossa rotte. La libertà di parola. Ho chiuso. Devi scrivere tu il resto della frase ho non vuoi più parlare. Vuoi un caffè e che ne sappiamo di chi vuole scrivere, è un bisogno di appartenenza come dire o lo sai o non ci sei e li hanno uccisi chi i mali no.
E’ una cosa moderna anche uscire fuori dal discorso e la spersonalizzazione e una credenza nella falsità della gente come credere nel falso. Ci sono molti ladri d’idee e pensieri come cose. Una volta superato già quello che nessuno dice, le persone all’orario preferiscono parlare al presente. La verità come in un posto di polizia devono risolvere dei problemi col tempo e qualcos’altro come i figli e lo stipendio.
Una duplicazione del tuo essere continuo. Un ignorante che non vuole sparire. Il vigliacco che pretende. Eccetera sai problemi che tutti mortificano che non sono loro che non gli appartengono se parli con un altro, ti dice che non se ne potuto fare niente che poi ti saltano davanti non sapendo nemmeno con chi sta per stare a parlare. Palazzi e colori piante e fiorai, e ci sono pure io in questo che quelli chiamano mare ma in realtà è e deve essere “il comune”. Pausa.
Sai in queste occasioni è meglio continuare in un altro momento specie se non ci si è sentiti per telefono o è meglio continuare da un'altra parte tutti posti ovvi dove tu non sai perché lui ti dice che li è sbagliato, poi non sai con chi stai parlando, è una crisi di cecità questa solo questa cosa ti volevo dire che le cose specie i problemi sono limitati, ci sono persone che sono problemi, è il mondo è sbagliato lì dove sei e anche qui. Le immagini sono falsate e quelle cui rivolgersi non è sveglio. Ma le cose cambiano a volte per sempre e la paura è un altro male. Ci sarà lo stato a Roma. G
Dove non andare per non perdersi. Chissà cosa sarà successo in quella città così lontana e perché non ci saremo andati, perché tu sai che è la a distanza di chilometri e non può essere qui vicino o qua perché è un sogno essere in quella città. “Dove vivi io ci sarò” non era un sogno ma tanto per cominciare. Già non ne parliamo. E adesso che fai. Problemi di linea come altri d’intermittenza o si è spenta la luce e altri tutti classificabili e dello stato. Un retrocesso continuo amico, un continuo farsi di roba già ma stai attento che quella è eroina quelle sono case. Il capire non fa parte del momento solo proseguire con questi maledetti piedi che hanno sbagliato, sono peccatori ma guarda lì c’è Dio troppe cose non dici niente.
Chi sono quelle persone. Mi secca continuare ma ti volevo dire che sei a casa e sei strafatto di roba eroina senza che hai fatto niente solo mangiato e preso un caffè magari come me hai fumato una sigaretta e quello che si era promesso quello che si suiciderà a fallito. C’è nell’aria vero. Tanto che è già finita. Non sai quello che è successo ma a chi glielo andrà a raccontare il non partecipante. Calcoli matematici per andare a dormire che nessuno vive assieme a chi vorrebbe tutta l’altra faccia di quello che potrebbe succedere senza Dio o con le spalle girate a lui e che vuoi sapere se non sei qui. Qui vige la legge più che in un posto di legge qualunque sono molte le cose che non si possono dire oggi come l’altro anno e si ferma lì, dove dice di essere arrivato. Non c’è niente da quella parte li risiede la morte, qui la vita sembra la stessa cosa quell’affare – discorso. B.
Ricordi, profumi la solita storia sta arrivando l’autunno che anticipa l’inverno, l’inverso. La calma è il riposo. Profumi o de parfam. Tu cosa profumi lo sa l’identico problema, ma di quale anno chi lo sa, pagherei per avere questa pace ma forse non si compra già e chi lo sa quale problema quello che ti ricordi. Non parlare è sempre meglio ma se nessuno parla. Trasmigrati o persi, e quanti problemi se ti guardi da un lato, quello di cui ride faccia di plastica. Lui c’è sembra che c’è poi vedremo di farlo sparire. Un problema sociale una spiga senza fine. Siamo quello che dovevamo essere saremo quello che ci diranno di fare. Non ti darò la soluzione vuoi la soluzione? Chiedimela e a chi a me nessuno vuole dare la soluzione?! Pace assoluta pace sta per arrivare l’inverno, anche se c’è qualche piccola spina, tra i tuoi parenti beh niente vuoi sapere se ho problemi chiuso domani, si vive meglio ci rivedremo se non moriremo. Hai mai sentito parlare di IDT ho non hai mai sentito parlare o ricordi di avere sentito parlare. Il mondo da qui a scendere è vari sei nell’alto tu amica che stai guardando i ragazzi da un'altra parte grazie. La costruzione per la libertà. Sempre e non arrivata hai una soluzione non la trovi e non è vero che non c’è. Un giorno sarà famoso. Da cui si arriva dove non c’è più in alto. Di bene di così, dove non c’è più che dire, dici, sia il male è inserito nella nostra società e quindi nel nostro linguaggio, pensiero, azione e atto. Non tutto è nostro finché vive dove vive ma lamentarsi è il minimo che uno può fare. Tradizione e cultura e cioè vai che non sei perso per sempre sarebbero meglio utilizzare il telefono ok pausa fumo una sigaretta che sarebbe la legge esplicata nelle sue forme.
Ricordi di un giorno passato. Il tempo che passa e la memoria che si perde senza tracce. Per volare più in alto per andare dove non si è mai stati, e, quei maledetti luoghi comuni. Quello che non si ha mai potuto fare, dove finisce la frase dove sono andate a finire quelle cose che non hai più. Scatole che dovrebbero contenerci oscurità e cecità. Quello che è vietato crescere. Cose che danno molto fastidio troppo a volte. Parole inutili che non servono dove andrai domani e già meglio di quello che non hai fatto oggi. Futuri possibili che senza tregua sono attaccati per non vivere, già non esistere per lui è la soluzione. Affari che noi grandi abbiamo spostato talmente lontano … la voce, l’applicazione del discutere ma come senza quel problema. Paura di essere derisi o schivati problemi di un tempo se vuoi ma se vuoi e “solo” un oggetto. Cose da discuterne in pubblico meglio nel pubblico ufficio e chi ci andrà domani, nel pubblico ufficio, vai a vedere cosa faranno domani a quelli che vanno a lavorare nel pubblico ufficio. E tra l’altro parlare è come continuare, ti pare sembra di sparare senza problematiche contro persone innocue all’apparenza. Il cielo e il vuoto poi il tuo mezzo da lavoro. Domani sarà una guerra nessuno che lo dice al proprio io o collega. Domani abbiamo già perso tutto e poi continua cosa ci sarebbe ancora da dire su domani non ci siamo detti quasi niente qualche sguardo poi ci siamo salutati che domani esce il Sole. Speriamo. E poi giù fino alla fine della soluzione senza inceppare perché è vietato, dai lo so lì, dove stai ancorando per la notte da te, quasi tutto è vietato tranne il catastrofico fascismo. Ti sembra che ho sbagliato a scrivere, ti sembra che sbaglio a muovere questa stramaledetta penna invece sono delle cose che hai attorno, è notte è sembra tardi, dove vuoi finire se non nel letto. Notte. G.
Ecco è stato tutto quella notte lì dove tu mi ricordo, non c’eri come facciamo, non lo devi sapere quanto male c’è la qui “che ne potresti sapere” già questa frase “che ne potresti sapere”, entra, dove tu potresti denunciarmi. La morte dove finisce dove ti accorgi che sei vivo che la … non hai ancora sonno eppure sei un'altra un altro.
Quel giorno lontano senza sapere dove tu non c’eri e il giorno in cui sei morto che va molto di moda ultimamente. Resta che non tutto è falso altrimenti i veri cosi veri cioè il vero come la fame e il colore. Ok cinque minuti. Dante. Ancora giù sai di cosa parliamo qui senza togliere il lavoro di domani ovvio. Del tempo e di dove diamine mi hanno sparato, cioè del falso già deve essere ora di lavarmi per andare a letto. Dormi, dormi, dormi, ancora, dormi che la doppia lingua è una malattia del male sai quello che non c’è. C’è da fare l’ultimo pasto. Ciao.
Di quello che c’era di quello che non ci sarà più. Dici quello che sta succedendo già le cose difficili sono meglio non farle. Quante stupidaggini ci sono che nascondono e il tempo che avanza che non è un male. Aprire gli occhi giusto dove sei tu per vedere quello che hai veramente e poi perché una bella pera ciascuno ed è tutto a posto per papà. Chi dice che sarà tutto cancellato già l’argomento di questa lettera è trattato delle cose che abbiamo fatto e che non possiamo, non c’è bisogno e poi chi ci sarà mai dopo la porta e ancora quel problema che ti sono venuti a dirti a molti per confonderti ed è tutto perso nella vita, vita che sapessi e sapessi davvero ti dico io e qualcun altro che è meglio non ti dico chi è ma che sarebbe meglio che ti dicessi. Pausa.
Quindi tu non sei io, io non sono la querela è d’obbligo. Noi non chiameremo nessuno stato. Noi siamo in possesso di cose nostre tipo il computer e la casa. Noi non vogliamo litigarci per queste cose. Noi viviamo queste cose che sono attorno e parte di noi tu parte di noi io tutto il computer, le casse e il video che è molto piccante come affare. E’ quello che fai è molte cose che non sei perché ti hanno svuotato che è molto piccante anche questo. Potrei continuare ma una strana voglia di farmi pagare. Quindi è inutile sai a volte ti fermi perché c’è divieto come un parcheggio pieno, quindi ti perdi tu come perdi il posto e devi trovare un parcheggio. Sai non esistono le persone che indicano boh chi sa chi tanto ti disintegri e poi non è vero già le munizioni e le percezioni di quello che doveva essere. Storie vecchie ancora cose che vogliono finire e stomachi per strada. L’età il gusto della perdizione e del falso per malattia acquisita. Una disconoscenza di quello … già hai perso, ho perso chi ha perso dov’è boh continua a camminare che tanto non lo sai, io lo so se me lo chiedi per piacere sai quante persone ci sono che dicono di dirtelo se glielo chiedi per piacere e nessuno che lo sa.
Abitudini di tutti da svelare per restare più a galla senza botte e altre cose, belle parole cose come dire giocattoli ancora sarà l’orario ho finito. G.
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