cosa cambia.

 

 

lettera (30/04/2009) 

 

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Come il mare scivolo via
Senza nessuna certezza di dove sei
Per poi ritrovarmi fuori dal buco e dal tunnel.
Non c’era più niente da fare
Per quel che vuol dire.
Tutti scomparsi. Non era tuo che era suo lì sotto fino a dove ti diceva il pensiero di arrivare, che morti sono meglio ora non sai cosa dice lui o propongo io il punto è che è sbagliato. Il punto è che è già finita il luogo non deve essere un punto per finire con tutti i posti da sbagliare. I tuoi problemi ne parlano a me, dove io i problemi li sciolgo e guarda che cos’era la realtà già guarda.
I e dei problemi sono quelli che hai attorno sempre loro e lui qui non io ed è sempre così.
Ti piace bestemmiare
O dare di più
Su una catastrofe di due millenni
E che perde e lui.
Di certo già fatto se non sai di povera miseria gente viva.
Che cosa avranno poi da dirsi?
Com’è che continua. Ancora più marcio. Più marcio non ci sei Alice.
Prodotti bassi e cose vili di paesi tuoi bassi, e, altri convenienti e alti.
Che cosa vuoi continua tu che facciamo prima.
Io non ti saprei dire dove si è fermato, ma di certo si sarà perso li infondo da quella parte, dove lui già pensava ancora, parli di me e della legge lì e dove vai.
C’è sempre tanto di quel personale non utilizzato troppe persone libere.
E sempre nessuno parla e denuncia la storia moderna per iscritto alla magistratura e sui muri nel comune. Il telegiornale ed è tutto.
Istruzione sopra cosa che dopo vedrai e che a scuola ancora non danno, l’altro mondo tutto ben coperto con un telone da camion e quelli che ti percuotono con dei bastoni. Anche la grafica è vietata in questo posto che non sei tu ma un campo di concentramento.
Sempre lamentele fino al punto dove finisce.
E tu sai e non sai che cosa, perché noi andiamo tutti, avanziamo ma come vedi lì, ci sono gli altri e sono pure stanco non è nemmeno ora di scriverti re che qui quelli abusano così, dice per vivere.
Un rigo bianco (per lei) ma chi? Il tuo prodotto non è mai perfetto. Un prodotto come una norma è buona solo si diffusa e comune come ti spegni. La comunicazione è necessaria e quello che era il mio pensiero che non si esprime, si è narrato lo stesso con la tua partecipazione.
Guarda la vita che trascorre tu di la io di qua la televisione, loro, essi, l’affare così e ottanta milioni di persone tutte per lui per te o per me. Che cosa significa o ava vivere nel male ING suona la campana tutti ai loro posti che si riparte. NB la campana va bene le squille no, appunto di oggi o ora o minuto. Tu non parli.
Quanto quando e perché o è già troppo, troppe persone che parlano e poi per chi per te, per me, o, per gli altri, di cosa e per cosa ecco hai fatto non bisogna parlare di altro. Occhi che ti osservano. Cose che si buttano o quella cultura che non prende piede. Senti il rumore di un aereo o hai già visto troppe trasformazioni.
Guarda la vita che trascorre io di qua e tu di là.
Pace è Pasqua ti piace fumare o parlare. Io ho già bevuto tre bicchieri di vino ieri sera da mio zio Pasquale.
C’è molto lavoro da fare qualcuno mi ha già capito.
Chi vive con un male non esiste, chi contesta il bene. Il pensiero è anche quello che vedi.
Il bene è secondo giustizia. Nella sua forma e nei suoi colori. La sua forma che oggi ti può sembrare un sogno.
E’ davvero un altro.
Tu vivi, ma, dove l’ingestione e all’assunzione sono libere e quindi sono po’ difficili molte arti e giornate passate a pensare e camminare per le strade.
Zeri mali sono per cominciare a respirare il tuo tempo. Vedrai il mondo che scivolare via come una parete che crolla giù il verso sei tu.
E’ stata vietata la chiesa. Sono problemi è sono gravi come percosse con forza al capo e al corpo che vietano la tua pace.
Il tempo è la chiave compresa quello che riesci a dire. E’ dove vivi, io per conoscerci.
Nessuna presentazione in questo stato chi ha queste parole. E di problemi se vuoi ne, trovi per strada ma non qui a casa mia e come vedi, è il bene che negano quelle persone che non si sono fermate per le feste. Non è vero che non siamo mai nati proprio per nati siamo già qui ma deve essere più che altro una riuscita o di nuovo quello che è oggi. Oggi.
Il bene è un oggetto particolare esiste senza male e dove non va ed è concentrato l’oggetto offeso. Se piangi vivi meglio, non sei tu quell’oggetto per farla breve fino ad un certo punto è tutto un affare statale come la questione di essere un invertito o la colpa.
Era il mese di Maggio quando era il successo e ora, la morte per te per me che la gente decide il futuro e il passato e non so che dire a persone che non denunciano il passato chi uccide il presente e qui che chi ti parla altrove ti dice solo il falso. I soliti mali senza telefono scorrono la giornata tutti volevano e tutti è il male per alzare quel titolo che per tutti è diverso. Accendi una radio che è già storia il resto dell’orario.
E’ vero non sono molte le parole che di cui c’è bisogno ma e perché e già tutto distrutto il tuo futuro con il tuo dilemma.
Buon giorno è l’aria, l’arte.
Tutto il successo già avvenuto. Sono l’assenza e il vuoto e le tortura casalinghe l’assenza di stato o leggi. Il tuo o il mio e cosa è giusto dire e tu dov’eri.
Non si vuole capire quello che era necessario o chi parla, in fondo alla tua anima, quanti dolori per non restare soli, con quello che tu hai per amico, vedi è già passata la verità di perché nessuno parla, che tutti, che è il male, tutti assieme, che noi, che noi possiamo evitiamo con tutto il dolore, l’amicizia del tuo amico quanta fatica per scrivere e invece è già passato. E’ qui la legge non si può tenere a casa per se per superare quell’ostacolo, che ci fa belli dopo averlo capito, è superato. Spero nella tua lettura, vuoi mettere, sempre qualcosa di tuo, così che capisse. Mi suggeriscono uno “le radici”, è quanto, è lungo il suo fiume che non vuole, e non si fermerà.
Forse non mi hai non voglio ucciderlo è già morto ps non piangere.
Vuoi sapere la tua discendenza scolastica mi è venuta a trovare. Non mi piace fare tutto io ma uno squarcio bisogna chiuderlo anche e sopratutto da soli a volte perché fa male e a volte bisogna discolparsi tutte belle pratiche per un giorno dal Sole inventato.
Come ti senti … bastano pochi attimi per la risoluzione totale e non sai con chi stai parlando perché è vietato dire o baciare o superare. Tabù, noia o deficienza.
E dove se non qui quello che ti portano. Sbagliare dove l’errore non c’è. Quello che ti suggerisce quello che non comanda ma per carità ti chiede e dimmi come mai è così “tutto” celato così oggi svela il nostro argomento così che nostro ci offende anche lui. Tutti hanno preferito proseguire. G.
La carica del giorno, quello di. (…)
Sai dipendono sempre di chi parla del tempo, dell’epoca che vivi dal tuo stato e dalla democrazia che vige con le leggi installate. La perdita e la non conoscenza. Quello che ti passa per il cervello e giù in strada o la televisione più quello strano affare anche quello della risoluzione totale. Totale è strano, io sono totale. Mantenersi integri è la prassi di oggi perché ieri è stato. Quanta confusione anche oggi appena svegliati.
Non parlare più. Si è sentito un silenzio per dieci anni. “Sileni” marca di siluro arma usata per spegnere la tua casa. Le persone escono dal male. Le persone sono tuoi vicini quindi cose che esistono attorno a te che un tempo erano guerrieri. Ora c’è il problema della fame ma questo è un fatto passato. E si è sempre alla ricerca di un posto privato, dove respirare liberamente magari con la tua ragazza o la tua famiglia c’è chi vuole portarsi tutta la nazione.
Non si esce da qui se non dalla porta.
L’uscita e l’entrata chi costruiscono queste case. La soluzione è Dio. T’interessava la soluzione chi e perché continuiamo. Perché lui il tuo Ex non ha vinto, anche se ancora chiama. Comprati il dischetto che fai prima o è meglio riposare a un certo orario.
Trasformati il mondo, è cambiato per me è reato dire una cosa del genere. E’ giusto dire il mondo è cambiato ora tu sei li prosegui. Il mondo è nuovo ed è sempre disponibile. Ed è cambiato.
Jamaica e reggae.
Quel punto che sparisce se vuoi nel mondo. Quest’offesa che nessuno ti lava. Lavare con il detersivo. Odierna preoccupazione felice.
“Un e-mail è una grondaia”
E’, dove finisce, il mare comincia la terra. Vedi il tetto sociale italiano – francese perché non mi hai voluto capire. Questo non è il tuo comune o la tua nazione sono due e si possono sconfiggere soltanto con le leggi del tuo stato. La geometria e l’architettura mi dicono. Io chi sono? Poi finisce chi ti parla è un male non io ma quell’altro la divisione delle case assurde nel male. Dove finisce lo Stato e comincio io e peggio e allora il tuo amico puzza. Come l’idea di dove vivi. Lui ti ha parlato. I carabinieri già ma è tutto vero carissimo/a. Alt. Cosa ti credi. Buon giorno.
Vorresti continuare e da quale parte lo vedi quell’occhio perché non ne parliamo. Cosa ti è successo pomeriggio. Dove sono i tuoi stati d’arresto? Guarda che la legge per “stati di arresto” chiama denunce e querele di articoli di legge della costituzione e questi che ti costringono. Non c’è nessuno qui sopra al secondo piano. E’ il vuoto e la tua vera minaccia continentale o non perché non è di qui, oppure è di qui ma anche del tuo intero stato + quello francese + tedesco + Europa in generale e del pianeta. Un problema di essere umano è un problema globale ma “no global” planetario. E cosa vuoi continuare chi ti ha chiamato. Il problema risolvilo che qui non arriva nessuno per le prossime due ore ma dove qui a casa mia o a casa tua o facciamo qui in paese. La tua città è vuota poi ritorna e quel problemino è sempre ma a chi lo hai detto e chi lo hai fatto capire. Troppo vuoto. Droga. Le parole brutte non si possono dire?
Per cortesia di la -->.


Pochi attimi da “Sin” city.
Fascisti.
Nessun racconto dell’olocausto.
Senti il silenzio allo zolfo.
Quanta pace e quanto morire. Oggi. Quanto deve e non può. E altri problemi.
Chi ruba e chi saccheggia, ci deve essere pure un errore.
Continuerà domani. Gli slogan, due punti.
Poi un colpo, l’aria fresca, e, una nuova atmosfera, di nuovi colori, già, prego.
I morti che muoiono. Senza stato, senza colpa.
Il colpo, la colpa d’arresto e chi vuole dove chi va e non riesce.
Su te capissi il limite, la soglia, la legge di dio e quella dello Stato + 12 o 13 cose.
A domani che è sempre un altro giorno.
La vita continua per strade che non sono sporche dove tu non ti aspettavi di andare fresche dove il tuo pensiero è libero. Dove non ti dico nemmeno chi o non si può dire il nome, non può. Dove oggi è andato a finire. La guerra che continua nella pace. Le parole che ti tagliano per comandarti per non parlare. La legge che ne consegue. Quello che è stato falsato, quello che è più forte. Dov’è finito il bene. Il bene non finisce. Anche se non sai dove vai. Perché è la nebbia del tuo capo. Il capo offuscato. Il capo è l’argomento di oggi. E’ sempre oggi che non è stato.
Prosegui di la senza tagli. Tagli senza sangue.
E’ già successo quello di cui hai paura alle 12:00 di oggi. E’ nomarle quello che non ti aspettavi. Ed …
L’aria fresca, siamo tutti stanchi, l’idea perversa esatta, l’idea rivoluzionaria, sconvolgente e non astratta ma qualificata per “ridire”.
Sfrutta il male caro amico come idea sbagliata da evitare nel discorso delle tue azioni.
La miseria non sarà mai abbastanza.
Ha già il problema individuato di la che ti chiama per la sua responsabilità. Digli quello che manca.
Fuori dal nulla non c’è niente. Fuori da dove tu stai installato c’è solo il vuoto.
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(CC) beneinst.it  di Gerardo D'Orrico.