| | I discorsi, le abitudini, tanto per cambiare, quel problema ancora non è risolto oggi, quello già sai che non tocchi con le tue mani, l’osceno o indecente, gobbi, scemo. Il falso del nostro secolo, anche a casa tua, il mostro, meglio che non parli. Arrivederci, i disturbi, problemi d’identità, la scuola è tutta! Le tue manie, i tuoi amici: sono schifosi, sono dei quesiti: che non sai dove portare il tuo pensiero, chi sono i tuoi mali, perché sei un passato, è già lo sai chi è quello che spara dal lato sinistro. E’ la legge in tutto che risolve … dopo, più tardi, oggi questo programma. Torna indietro è veri, affari tuoi. Caro diario di vita, diletta pianta amica, Leopardi verso ottavo, Giacomo, vago, e, quelli offendono, supera, sorpassalo, vermi sociali essi sono, addio cara Italia … loro dietro la porta e bisogna lasciarlo la, in la, quisquilie di oggi, ed querele, perché quelle sono le cose brutte, e, non si dicono, e, quelle sono cose buone e Dio e non le dici. Quelle? è una cosa che si può fare oggi, domani, ma non lo sanno, anche tra due anni, che, mentre non la fai, resta, uguale, fino a quando non succede – si compie più bisogna vedere cosa ti sta dicendo, comunque buona giornata, libero passivo, incarcerato di casa, pioppeto caro o caro, insaccato principale, bisogna fare differenza tra i due sessi o che guaio! Tu non dovevi parlare: “Se vedi la società, oggi è tutta ibernata, come io sono possessore di una Ferrari oggi, io sono quello che stanno dicendo alla TV, io sono la TV, io sono a Luzzi.” Non mi troveranno mai, e, gireranno per tutto il giorno di oggi, perché non ci sono e sono qui nel mio paese mentre tu sei nella tua città e mi cercano anche tu. Ciao. Quante miserie oggi, chi si pensa che non abbiamo già risolto? E’ solo un diario, non è solo Gerardo, quanti “diverbi”, dagli un punto, dagli la morte, perché non parlano, perché si obbiettano il bene a casa i ragazzi, persi più loro di noi, di quanto ti pensavi … Fa una pausa, il potere della parola! Cose volevano dire le parole di prima, ancora, sono errori tutti i tuoi malintesi, chi sono i falsi e le società dei falsi, sei tu il morto, che cazzo, ti alzi a fare, prendi un caffè, sei tu il morto. Il trucco è qui, l’unico, l’altro ha ragione, il tuo genitore, mi vieta ancora! Peccato a dopo, g. Globi. Visto quanta libertà, ehm deturpata c’è in fondo … sono il possessore di una Ferrari cioè voi siete in uno stato illegale, maiale. Dato che qui non c’è. Ecco, guarda la persona più perspicace ha già capito la modalità. Allora qui c’è tutta la libertà anche senza la droga … risponde la tua zozza settimana scorsa, senza presentazioni. Punto. Ancora presente, mi sorge un dubbio, mi pareva, niente, è troppo oscuro, il nostro intelletto, già capo di Stato, i ragazzi giocano alla guerra, forse, più tardi all’ora di pranzo, speriamo, vedi quanto è presente la tua casa nel tuo Stato, muoviti, datti una scossa, protestantesimo, un movimento, quello che ti diceva è già passato, tu lo sai ad esempio che la gente non parla, ad esempio che il prodotto è tuo o non è tuo, che grande evento succederà, pomeriggio, solo le questioni che agivano cara settimana, chi vede e provvede, non si poteva fare nulla? Rispondi, cosa volevi dalla comunità non dire tua che eretico, porca miseria, non cadi? L’autunno si apre come una nuova epoca per i miei giorni, come se niente giace, per le miserie del nostro passato, quello che ti è successo è veramente grave, questa quiete che mente la tua gioia, cosa vuoi che non ti dica, è di tutti ma non per tutti, il volgare, non è una ripetizione è la cadenza dell’armonia della musica, ripete la tua vita per renderla, più vera oggi come in passato, non dovevi seguire quella strada, non è giusto, è già successo in passato, è illegale, è fascista, è la tua vita che ti regala oggi, nessuno ti ha detto quanto era bello oggi. Sei tu che ti ripeti oggi, domani chissà che luce ha il Sole, sei tu anche domani, quali saranno le cose sporche, chi ti uccide è un fesso! Sei tu quell’astro cadente come lui vedi cadere verso te stesso. Non è vero che ti era già successo, non è vero che ti prenderanno, cosa succederà domani non lo puoi decidere oggi, chissà cosa ti faranno dire domani, domani sarà nelle tue mani, prenditi tutto il tempo che vuoi, vivo nel 2010, tu e tutte le cose che non sono mai state fatte. Attento, attenta a non farti male domani. Io senza la mia Ferrari, g. Già finito e il periodo, del vuoto, del non essere mai nato, del tuo strano modo di guardare le cose, cosa voleva quel ladro, la tua bontà, senza un credito per la sua morte, troppo, un omaggio all’odore del putrefatto addosso. Chi ti ascolterà domani se piangi, ancora non è finito quel tuo pensiero di tre righe? Un consiglio: i soldi che puoi spenderli oggi, spendili ora. … e poi non c’è più nessuno, quello sei tu forse t’imbroglia che anche quella sei tu, ho t’imbrogli in gergo del senso che non ti piace. L’ultima persona sei tu, la più responsabile, vedi quello ancora parla, sciocchezze per quel che frequenti tu il giorno, povero bruciato, ossidato, il tuo book di persone, la tua vera natura, nessuno ti dirà mai chi sei, muori, vedi il giorno o sei un ladro, noi siamo già in bene, noi siamo due o tre sempre io … è lontanissimo il posto, dove vivo, muori o continui, essere inferiore, tutto vero come la bolletta della luce, o, del gas, si può, come quello che hai pagato. Rex, lux, vige … non l’hai capito non te lo può dire perché tanto è lui il tuo assassino, il tuo ragazzo o la tua ragazza, il tuo male, il tuo migliore amico quello che incontrerai domani, spinti verso il basso, la morte ti libera, soffoca, puzzolente di morte, chi muore sei tu ragazza disgrazia di la tua mamma. Vada via. Io credo nel soffocamento del dolore non nella crescita, vedi il tuo quello è un male, un morto in vita, vedi come la sera ti colorava di valchiria, lui non io. Vedi che non si capisce niente che è morto, che è vuoto. Così ti arriverà il futuro tu, che bene sei, nel tuo futuro vedi come puzza l’animale, nemmeno parla quel porco delinquente, nulla sfugge alla Legge, di questi tempi quella vera. Senti se ti batte il cuore, senti se squilla il telefono, senti la noia, senti la valchiria o l’anarchia, sacro e profano, zombi, morte di casa, non si arriva sopra senza salire quelle solite scale chiare. Più che imbrattare il muro, costruirlo con il cemento, non di noia, ma la tua denuncia è un reato di diffamazione a me. Nessuno ti fa il bene solo io Gerardo, sono pronto, ma … perché è anche domani lo stesso, regge un mondo diverso che molti non sanno, dov’è, la denuncia finisce ed entra l’abitudine. Peccato nessuno ti dice perché io Gerardo te lo verrò a dire perché nessuno lo sa, nessuno lo sarà te stesso ed è per tutti così, solo i particolari di una vita da cestinare piena di eroina nelle buone case, ancora non hai sonno, o, dormi, di noia, nemmeno t’immagini quanti problemi ha il tuo ragazzo non io! Dormi tu non io! Quando? Is heretical: lui non deve parlare se no si rompe. Per altri consigli chiama, non v’immaginate nemmeno quanto siete schifosi voi, oggi. A presto un bacio. Dove ti troverò io al giorno di oggi, dove sei andata? Chi ti ha rovinato la poesia! Ancora quel verme, ancora, ma se quel essere abietto l’hai mezzo sposato, non ha capito non si svuota il passato o il presente, va glielo a dire e mandalo a quel paese. I problemi tuoi sulle complicazioni mie. Guarda oggi ancora oggi, guarda il calendario e l’orologio, guarda tu e le altre persone ecc. avanti Cristo! Sono delle tabelle di scuola quelle che ti mancano come mai? Matematica, geografia, lettere. Ancora, quel problema oggi … non sono del tuo paese! Che cosa era intervenuto per oggi, quale grande gelato è, e poi, e poi, e poi ci sei tu che non funzioni, non io. Cala il sipario, con cinque minuti di anticipo, per non fare capire alle persone, che tempo c’era fuori, e, che ore sono. Il tuo infetto, prego, Perego. ........ | |